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In Toscana si rimbalza più dell’Arno in piena: 440mila “stranieri”, Prato caput mundi e tutti a lavorare (ma male)

Commenti ai fatti
Più residenti, più lavoro e più scuola: la Toscana cresce grazie ai “nuovi toscani”, mentre la politica continua a fare finta di nulla

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In Toscana si rimbalza più dell’Arno in piena: 440mila “stranieri”, Prato caput mundi e tutti a lavorare (ma male)

Commenti ai fatti
Più residenti, più lavoro e più scuola: la Toscana cresce grazie ai “nuovi toscani”, mentre la politica continua a fare finta di nulla

Oh citti, tenetevi forte alla ribollita: l’immigrazione in Toscana è tornata a crescere come il pane sciocco lasciato al sole. Lo dice la Cgil col Dossier Idos 2025, che tradotto dal sindacalese vuol dire: “siamo in tanti, lavoriamo parecchio e qualcuno farebbe bene a smette’ di racconta’ bischerate”.

Gli “stranieri” residenti so’ 440mila (più 3,7%), che poi “stranieri” un corno: due su tre son nati qui, parlano meglio il toscano del cognato di tua sorella e sanno pure dove si mangia meglio spendendo poco. In totale fanno il 12% dei toscani. A Prato, che ormai è l’Onu col cappuccino, si arriva al 22,9%: record nazionale, medaglia d’oro e via andare.

La sorpresa? La costa. Massa Carrara vola (+6,7%), complice i porti che accolgono chi arriva dal mare dopo viaggi più lunghi di una fila alla Motorizzazione. Livorno non sta a guardare. Però, tranquilli: i centri d’accoglienza non esplodono, son già pieni come un autobus alle sette e mezzo.
Arezzo è seconda a livello regionale (+4,5%) seguono Firenze e Prato.

Sul lavoro, altra sveglia sul comodino: 214mila occupati stranieri, mai stati così tanti. Lavorano, eccome se lavorano. Soprattutto le donne. Peccato che spesso lavorino sotto: più disoccupazione degli italiani, più sovraistruzione (tradotto: laureati a spingere carrelli) e più sottoccupazione. Dirigenti? Pochini. Braccia? Tante. Strano, eh.

Imprese: un sesto è a guida immigrata. A Prato una su tre. Cinesi, albanesi, marocchini, rumeni: fanno bottega, industria e servizi mentre qualcun altro chiude e si lamenta al bar. E le donne? Tante anche lì, più della media nazionale. Alla faccia del “non s’integrano”.

Scuola: 73mila studenti stranieri, due su tre nati in Italia. Tengono su le classi mentre la demografia crolla come un castello di carte. Però alle superiori finiscono ancora troppo spesso nei tecnici e professionali: non perché son meno bravi, ma perché il sistema li spinge lì. Poi ci si stupisce.

La Cgil dice: basta racconti coloniali, basta paura venduta a chili. I numeri non son numeri: son persone. E la Toscana, senza di loro, un andrebbe avanti manco a spingerla. La destra grida, i dati lavorano. E come diceva quello furbo: se non vi piacciono i fatti, peggio per voi. Qui, intanto, si va avanti. Con o senza permesso di soggiorno del cervello.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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