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Non c’è più rispetto nemmeno per i malati: ora rubano pure a nome del Calcit, pezzi di …

Dalle finte telefonate solidali ai falsi carabinieri: un bollettino quotidiano di infamia che colpisce anziani, malati e persone fragili senza il minimo pudore

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C’era una volta il ladro di galline, ora siamo passati al ladro di dignità. Siamo ufficialmente entrati nell’era delle truffe senza vergogna, quelle che ti fanno venire voglia di prendere il telefono e usarlo come arma contundente.

Ultima perla del repertorio degli infami: telefonate a nome del Calcit di Arezzo, con la faccia di bronzo di chiedere offerte e promettere pure il “passaggio a domicilio” per ritirare i soldi. Roba da vomito immediato. Il Calcit, che da anni campa di volontariato vero e di beneficenza seria, non telefona a nessuno. Punto. Tutto il resto è feccia.

Ma il catalogo dell’orrore è infinito, tipo Netflix ma senza la possibilità di spegnere.
La più recente ad Arezzo: Falsi avvisi affissi ai portoni
“Avete l’acqua inquinata”: entrano in casa due vecchietti fidandosi, uno si finge tecnico, l’altro poliziotto, ed escono con 500 euro e gioielli. (a Pordenone)
“Signora, suo figlio ha fatto un incidente”.
“Siamo i carabinieri”.
“Siamo dell’acquedotto”.
“Siamo di qua, siamo di là”.
Sempre la solita minestra riscaldata, servita però a chi è più fragile, più solo, più buono.

E mentre una volta bastava la parlantina, oggi questi delinquenti con la fantasia malata si sono pure fatti il corso accelerato di Intelligenza Artificiale, phishing, ingegneria sociale e altre diavolerie moderne. Email, SMS, link truccati, faccine rassicuranti e via: ti svuotano il conto mentre tu pensi di aiutare qualcuno o di salvare tuo figlio. Un CEO si è visto portare via un milione di euro, figurarsi una pensionata con la minima.

La più schifosa di tutte? Quella dell’ansia: “Mamma, ho perso il telefono”, “Babbo, mi serve un bonifico subito”, “C’è da pagare l’avvocato”. Roba che se non fosse tragica sarebbe da cabaret dell’inferno.

E ora, come se non bastasse, tocca anche al Calcit.
Segno che non c’è più rispetto per niente: né per gli anziani, né per i malati, né per chi fa del bene sul serio.

Occhi aperti, cervello acceso e diffidare sempre. Perché il problema non è solo che ci provano: il problema è che ci riescono.
E a forza di tollerare, di avvisare, di dire “attenzione”, qui si rischia di diventare un Paese dove l’unica cosa che funziona davvero… è la truffa.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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