Ministero dell’Interno un corno. Emblema della Repubblica Italiana, timbri, parole grosse e minacce da galera: peccato che sia tutto una bufala col botto, buona solo per spennare cittadini onesti e spalancare la porta di casa ai ladri. L’ennesima, schifosissima truffa che gira come fosse il nuovo Vangelo, ma scritto da Arsenio Lupin con Word del 2003.
Il capolavoro dell’imbroglio è semplice e geniale nella sua infamia: ti dicono che se non sei residente devi sloggiare, che arrivano “le autorità”, che controllano condomini e case private. Traduzione dal truffatorese: “Levati di culo da casa tua così noi entriamo tranquilli”.
E molti, spaventati da articoli di legge sparati a casaccio e pene da ergastolo preventivo, obbediscono pure.
Ovviamente è tutto falso. Nessun Ministero, nessun controllo porta a porta, nessun invito a lasciare l’abitazione. Solo un foglio farlocco, scritto male, impaginato peggio, che però fa leva sulla paura, sulla confusione tra domicilio e residenza, e soprattutto sull’idea – ormai radicata – che lo Stato comunichi solo minacciando.
Intanto i furti in casa esplodono come tappi di spumante a Capodanno, spesso insieme alle truffe agli anziani: telefonate, finti tecnici, falsi carabinieri, ora pure i finti ministeriali. Un circo dell’orrore dove i criminali sono creativi e le vittime sempre le stesse.
Morale della favola?
Se vi arriva un foglio che vi ordina di uscire di casa, stracciatelo.
Se vi citano articoli di legge come fossero numeri del lotto, ridete.
Se qualcuno vi bussa dicendo “siamo del Ministero”, chiamate quello vero.
E soprattutto ricordate:
quando lo Stato deve dirvi qualcosa, non lo fa con un foglio appeso nell’androne come l’avviso del gatto smarrito.
Quello, al massimo, è il ministero della truffa, con sede legale… direttamente nel cervello di chi ci casca.


