La legge della Regione Toscana sul fine vita resta in vigore ed è immediatamente applicabile anche dopo la sentenza della Corte costituzionale. Lo chiariscono il presidente Eugenio Giani e l’assessora alla sanità Monia Monni, dopo la presa d’atto della Giunta regionale.
La Consulta ha giudicato legittima la legge, riconoscendo che rientra nelle competenze regionali in materia di tutela della salute. L’impianto generale non viene modificato: restano l’obbligo delle Asl di accertare i requisiti clinici e il diritto del cittadino a ottenere gratuitamente farmaci e dispositivi per il suicidio medicalmente assistito.
Vengono invece eliminate due parti: la possibilità di presentare la richiesta tramite un delegato e i termini temporali perentori per la risposta delle Asl. La Corte ribadisce però la necessità di una presa in carico rapida, senza ritardi ingiustificati.
Secondo la Regione, la sentenza conferma che la scelta sul fine vita è un diritto della persona e che il servizio sanitario pubblico ha il dovere di renderlo concretamente esercitabile.









