Caprese Michelangelo, paese tranquillo, patria di Michelangelo e del silenzio appenninico, oggi è diventato un mix tra National Geographic, pronto soccorso veterinario e gruppo Facebook in fiamme.
Nel borgo da 1.300 anime non si parla più di freddo o di funghi: si parla di lupi, rogna e chi c’ha ragione (spoiler: nessuno).
I lupi non sono più una leggenda da nonni o un’apparizione poetica al chiaro di luna. Stanno in paese, passeggiano, ululano in coro come se avessero affittato la piazza e – ciliegina sulla torta – qualcuno se li ritrova pure spellacchiati dalla rogna. Altro che “animale fiero e simbolo della natura”: qui siamo più sul genere “brutto raffreddore con le zanne”.
Il Comitato Emergenza Lupo lancia l’allarme: troppi lupi, troppi contatti, troppe malattie. Rogna che gira, feci che girano, parassiti che girano… insomma gira tutto, tranne la pazienza dei cittadini. Secondo loro, senza una gestione seria, il lupo diventa un serbatoio sanitario ambulante: cani, gatti, uomini e pure i funghi rischiano di sapere di echinococco.
Apriti cielo.
Sui social parte la rissa digitale:
– “Non esiste la sovrappopolazione del lupo!”
– “La rogna ce l’avevano già i cani!”
– “La vera emergenza sono i bocconi avvelenati!”
– “È terrorismo mediatico!”
– “Allora perché scendono in paese?”
– “E perché i gatti spariscono?”
Una battaglia a colpi di like, faccine ironiche e commenti scritti tutti in MAIUSCOLO, che è notoriamente la forma più alta di ragionamento scientifico.
C’è chi dice che il lupo va protetto, chi dice che va contenuto, chi sostiene che siano lupi dell’Est Europa “importati”, chi propone la selezione “come coi caprioli” e chi, pragmatico, suggerisce di portargli da mangiare sulle cime (possibilmente non a casa propria).
Nel frattempo i lupi ululano, la rogna gratta, le polemiche montano e Caprese Michelangelo diventa il nuovo epicentro nazionale del dibattito:
meglio il lupo libero o il cittadino tranquillo?
Domanda difficile. Intanto, per sicurezza, chiudete i pollai, controllate il cane e spegnete Facebook prima di commentare.
La rogna, quella vera, ormai è nei commenti.




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