Frassineto – Il Bicigrill c’è, ma un apre. Sta lì dal 2020, fermo come una bici senza catena, lungo el Sentiero della Bonifica, dove i ciclisti pedalano felici… salvo poi un trovare neanche un’acqua gassata manco a pagarla oro.
A ricordassene è stato el consigliere provinciale Paolo Brandi, che ha scritto alla Provincia d’Arezzo con tono garbato ma pensiero chiarissimo: “O che s’aspetta? Che cresca direttamente el granturco dentro al Bicigrill?”
«Un è solo un bar con du’ panini – spiega Brandi – ma un presidio per chi va piano, a piedi o in bicicletta. Insomma, gente che un corre, un sgasa e soprattutto un consuma come all’autogrill». E proprio mentre tutti parlano di turismo slow, cammini, ciclovie e roba lenta, il Bicigrill di Frassineto resta chiuso come ‘na bottega el lunedì mattina.
Ricavato da un ex casello idraulico, ‘sto Bicigrill doveva essere un punto di ristoro, d’incontro e di chiacchiera per ciclisti e camminatori. Invece ora ristora solo le lucertole e incontra giusto qualche ragnatela.
Brandi ricorda anche che da ‘ste parti passano cammini importanti, Vie sante e Romee varie, tutta gente che cammina tanto e mangia volentieri. «Ma senza servizi – dice – un si va da nessuna parte. Un cammino senza punti di sosta è come una ribollita senza cavolo: triste».
Nel conto ci starebbero anche noleggio bici, informazioni turistiche e magari qualcuno che dica “bon dì” a chi passa. Ma per ora, silenzio assoluto, interrotto solo dal vento tra le canne.
E siccome la Regione investe su ciclovie e piste, Brandi avverte: «Se poi le lasci lì senza manutenzione e servizi, fanno la fine delle buone intenzioni: prima si rovinano, poi si dimenticano». Tradotto dall’ortichese istituzionale: se un le curi, s’imbarbariscono.
Conclusione filosofica ma terra terra: riaprire il Bicigrill significa turismo sostenibile, economia locale e rispetto dei ritmi del territorio. Ovvero: meno chiacchiere, più panini e biciclette. E magari anche ‘na birretta fresca, che un fa mai male.

