Altro che inverno gentile: nell’Aretino s’è passati direttamente al congelatore rapido. La provincia s’è svegliata col termometro piantato sotto zero e la gente a domandasse è fosse gennaio o Siberia?
A Pieve Santo Stefano s’è toccato i -9,5 gradi: roba che ‘l fiato te resta appiccicato ai baffi e ‘l cane te guarda come per dì “io un esco nemmeno morto”. Poco meglio a Monterchi, dove ‘l freddo s’è fermato – si fa per dire – a -9,1.
Ma un è finita lì. A Ortignano Raggiolo s’è scesi a -8,4, mentre a Poppi ‘l termometro ha detto -6,3 e poi s’è girato dall’altra parte per la vergogna. A Pian di Scò, più clemente ma sempre cattivo, s’è arrivati a -4,5 gradi, giusto per ricordà che qui l’aria pizzica.
In giro si vedono solo sciarpe tirate su fino agli occhi, mani in tasca anche a chi un c’ha le tasche e motorini che partono solo dopo una preghiera. Le panchine son dure come ‘l marmo el sedere ringrazia di passare veloce.
Insomma, l’Aretino bubbola, scricchiola e tiene botta. Se battono i denti, se beve ‘l caffè bollente e si ripete il mantra locale: “O via, freddo o un freddo, tanto domani… forse… migliora”.
