Nel pomeriggio del 31 dicembre, gli investigatori della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Arezzo, hanno tratto in arresto un cittadino italiano di 45 anni e un cittadino albanese di 40 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato previsto dall’art. 73 del D.P.R. 309/90.
L’operazione è scaturita da un servizio mirato alla prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope, svolto dalla Squadra Mobile in abiti civili. Durante l’attività di controllo, gli agenti hanno notato un’autovettura che effettuava movimenti sospetti nel centro cittadino. Il mezzo era condotto da un uomo di nazionalità albanese, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di droga.
Insospettiti dalla condotta, i poliziotti hanno avviato un servizio di pedinamento che si è protratto fino alla periferia della città. Qui l’auto si è fermata nei pressi di un annesso agricolo: il passeggero italiano è sceso dal veicolo, ha scavalcato una staccionata e si è introdotto all’interno di un capannone, da cui è uscito poco dopo con una busta di colore bianco.
A quel punto gli operatori sono intervenuti, sottoponendo a controllo i due occupanti del veicolo. All’interno della busta sono stati rinvenuti 15 involucri in cellophane contenenti complessivamente circa 450 grammi di cocaina pura, mentre addosso al cittadino albanese sono stati trovati 1.500 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio.
La successiva perquisizione del capannone ha permesso di scoprire un vero e proprio laboratorio per il confezionamento della droga: una pressa professionale, bilancini di precisione e materiale vario utilizzato per il taglio e la preparazione dello stupefacente. Elementi che, insieme al quantitativo di droga sequestrato e al denaro contante rinvenuto, hanno confermato la finalità di spaccio dell’attività illecita.
Informato il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Arezzo, tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e i due uomini sono stati arrestati e condotti in Questura per gli adempimenti di rito. Al termine del giudizio direttissimo celebrato nella giornata odierna, il giudice ha convalidato gli arresti disponendo per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari.






