Foto pervenute in redazione e subito ci siamo strofinati gli occhi: nuovo arredamento urbano a Piazza Zucchi? Tavoli? Panchine? Trincee della Prima guerra mondiale? No, signori: assi di legno appoggiate su blocchi di cemento, tenute insieme con cinghiette arancioni che manco ai pacchi di Natale.
Un’installazione concettuale? Un esperimento di archeologia preventiva? O più semplicemente “mettiamoci qualcosa, poi si vede”. Il risultato è lì, in piazza, bello in vista: spartano, provvisorio, invitante come una sala d’attesa dell’INPS nel ’78.
Ci si siede? Forse.
Ci si mangia? Con coraggio.
Ci si fa male? Probabile, visto che basta un attimo e ti ritrovi col sedere per terra e il compensato in testa. Però oh, è urbano, è moderno, è minimal. Minimal sicurezza soprattutto.
Il cittadino osserva, scuote il capo e si chiede:
“Ma è uno scherzo?”
“È un’installazione temporanea?”
“O qualcuno ha perso il manuale di istruzioni a metà?”
Nel dubbio, Piazza Zucchi ringrazia per questo tocco di bricolage creativo che unisce design nordico, magazzino edile e sagra del rione. Se l’idea era stupire, missione compiuta. Se l’idea era arredare… mah???






