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Arezzo, assalto dei lupi: strade, gatti e cervelli sbranati (ma guai a dirlo)

Arezzo sotto assedio tra predatori, incidenti stradali e silenzi istituzionali

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Arezzo, assalto dei lupi: strade, gatti e cervelli sbranati (ma guai a dirlo)

Arezzo sotto assedio tra predatori, incidenti stradali e silenzi istituzionali

Arezzo – Ormai un se ne  pol più de niente, perché tra un lupo e un giornalista animalista un sesa chi morde più forte. La città d’Arezzo, già famosa pe’ l’oro, l’aretinità e le ciclabili fatte a cazzo, ora s’è guadagnata anche il titolo ufficiale di “Riserva Naturale Urbano-Lupesca a Insaputa dei Cittadini”.

Lupi sulle strade, lupi nei giardini, lupi tra le balle (di fieno e non solo). E se per disgrazia tu ci vai a sbattere co’ la macchina o co’ lo scooter, stai anche zitto, che sennò te tocca passre da assassino seriale dei pelosi.

L’ultimo episodio a Montecchio Vesponi: lupo in mezzo alla strada, botto, macchina rovinata, bestia ferita. Scatta subito l’allarme:
— “Trovate l’automobilista!”
— “Puniamolo!”
— “Appendiamolo in piazza Grande alla colonna infame!”

Peccato che il cristo stesse solo andando a casa, e che il lupo, guarda caso, un dovrebbe essere lì, ma vallo a spiegare a chi campa di progetti europei, fondi Life e favole tipo Cappuccetto Rosso, versione WWF.

Il risultato? La gente un denuncia più un cazzo. Tampona un lupo, paga il carrozziere, bestemmia in silenzio e spera che nessuno l’abbia visto. Perché oggi la vittima è sempre colpevole, e il lupo è sempre santo, martire e possibilmente da intervistà.

Nel frattempo, gatti spariti come i soldi pubblici, colonie feline decimate, cani che manco possono più scorreggià in giardino senza rischià d’esse’ scambiati pe’ antipasto. I caprioli? Spariti. I cinghiali? Fanno avanti e indietro tra i boschi e le rotonde come pendolari.

Ma tranquilli eh: secondo la narrazione ufficiale, va tutto benissimo. Il lupo riequilibra l’ecosistema, porta pace interiore, armonia cosmica e forse pure il Wi-Fi gratis. Se poi ti sbrana il gatto o ti manda all’ospedale, è colpa tua che un hai capito la natura.

Il Comune? Assente come la vergogna.
“La competenza è della Regione”, dicono.
“La Regione dice che è dell’Europa”.
L’Europa dice che il lupo è bello.
E intanto i cittadini s’ attaccano al cazzo (sempre se un gliel’ha già mangiato un lupo).

Il Comitato “Emergenza Lupo – Arezzo”, che almeno prova a difendere i vivi invece di santificare i morti, s’è pure offerto di difendere gratis l’automobilista, La nota del Comitato “Emergenza lupo – Arezzo” nel caso parta l’ennesima caccia all’aretino. Perché ormai qui, più che lupi, c’è un branco d’ipocrisia.

Morale della favola:
Arezzo città dei lupi, sì.
Ma soprattutto città dove il buonsenso è specie protetta… estinta da tempo.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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