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venerdì, Gennaio 23, 2026
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Rigutino: Natale di merda, ladri di tombe

Pensavamo di aver visto tutto, poi qualcuno ha deciso di rubare anche il Natale ai morti, quando tocchi il fondo e continui a scavare

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Pensavamo d’averle viste tutte. Davvero. Dopo il ladro di profumi ai Babbi Natale dell’Alveare – uno che probabilmente voleva odorare  i profumi aretini mentre scappava come un furetto – credevamo sinceramente d’aver raschiato il barile dell’indecenza.
E invece no. Il barile aveva il doppio fondo. E sotto c’era Rigutino.

Perché qui non si parla più di furtarelli da quattro soldi o di mani leste da discount. Qui si parla di rubare una piantina dal cimitero, dal Babbo Natale sulla tomba di un padre.
Avete capito bene: al cimitero.
Dove la gente va piano, abbassa la voce e – in teoria – anche la testa.

Fabrizio lo scrive sul gruppo di sei di Rigutino, e lo scrive come si scrive quando ti sale il sangue agli occhi:

“Credo sia proprio uno schifo rubare anche al cimitero… come fai a dormire la notte?”

Domanda legittima. Anche perché la risposta più probabile è: benissimo, magari russando, con la piantina sul comodino e la coscienza in modalità “silenzioso”.

Qui non siamo più alla vergogna. Qui siamo al fallimento antropologico.
Qui Babbo Natale non porta i doni: li ruba ai morti.
Altro che spirito natalizio: questo è spirito di cantina, di quelli che puzzano di umido e di anima persa.

Rubare a un morto non è solo essere ladri.
È essere vuoti, secchi, inermi anche davanti a una lapide.
È guardare una tomba e pensare: “Oh, questa piantina starebbe bene sul mio balcone”.

E poi ci si chiede perché il paese è incazzato, perché la gente sbotta sui gruppi Facebook, perché si urla “vergogna” a caratteri cubitali.
Perché se non urli, qui, ti resta solo da piangere.

Rigutino, complimenti.
Dal ladro profumato siamo passati al ladro da camposanto.
Il prossimo passo cos’è? Rubare i fiori all’ospedale? Le stampelle ai disabili? L’aria a chi respira piano?

A chi ha preso quella piantina:
restituiscila.
Non perché sei stato visto.
Ma perché sei stato misurato.
E il risultato fa schifo.

Buon Natale.
E no, Babbo Natale stavolta non ti guarda dall’alto.
Ti guarda schifato.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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