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Il falso Menarini prometteva shampoo per i cani della Regina: condannato il mago del “bau business”

Nove anni al “re delle truffe” aretino: secondo i giudici vendeva sogni, creme per quadrupedi aristocratici e affari internazionali più gonfi di un barboncino da esposizione

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Il falso Menarini prometteva shampoo per i cani della Regina: condannato il mago del “bau business”

Nove anni al “re delle truffe” aretino: secondo i giudici vendeva sogni, creme per quadrupedi aristocratici e affari internazionali più gonfi di un barboncino da esposizione

C’è chi sogna di esportare il vino, chi l’olio, chi il genio toscano nel mondo. Poi c’è chi, secondo i giudici, avrebbe puntato direttamente ai cani della Regina Elisabetta, perché anche il raggiro, quando vuol fare il salto di qualità, deve mettersi il collare con lo stemma reale.

Roberto Meocci, 60 anni, originario di Sinalunga e residente ad Arezzo, già noto alle cronache come il “re delle truffe”, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a 9 anni di reclusione. Una pena pesante per una vicenda che sembra scritta da un autore satirico sotto effetto di croccantini scaduti: prodotti di lusso per cani e cavalli, presunti agganci internazionali, farmacie sparse tra Gran Bretagna, Dubai e Grecia, e perfino una linea esclusiva destinata agli animali della Casa Reale britannica.

Secondo l’accusa, Meocci non si sarebbe presentato con il suo vero nome, che evidentemente gli sembrava poco cinematografico, ma come “Riccardo Menarini”, fingendo di appartenere alla nota famiglia legata al gruppo farmaceutico. Insomma, non bastava vendere fumo: bisognava pure profumarlo con lo shampoo per cavalli di rango.

La messa in scena, stando alla ricostruzione processuale, era curata nei dettagli: abiti eleganti, orologi di lusso, auto con autista, biglietti da visita e quell’aria da uomo d’affari che di solito precede due cose: un investimento milionario o una fregatura con ricevuta non fiscale.

La vittima principale sarebbe stata un’imprenditrice del settore dei prodotti per cani e cavalli: accessori, abbigliamento, shampoo e creme. Il primo incontro sarebbe avvenuto il 17 settembre 2020 all’hotel Bulgari di Milano, perché le truffe serie non cominciano mai al bar sotto casa con il cappuccino, ma in posti dove anche l’acqua minerale sembra avere un consulente finanziario.

Da lì sarebbe partito il grande progetto: sviluppare cosmetici per animali, portarli all’estero, venderli attraverso una rete di farmacie e magari farli arrivare fino ai cani della Regina Elisabetta. Che, poveri corgi, da lassù probabilmente stanno ancora cercando di capire come siano finiti in un fascicolo del tribunale di Firenze.

Nel copione sarebbe comparso anche un fantomatico imprenditore scozzese, proprietario di 147 farmacie, interessato all’esclusiva dei prodotti. Centoquarantasette, non una di meno: perché quando si racconta una balla, tanto vale metterci dentro anche il tartan e un castello sulle Highlands.

La ciliegina sulla torta, o meglio il biscottino sul tappetino, sarebbe stata la proposta di creare una linea di altissimo profilo per la famiglia reale britannica: collari personalizzati per i cani e forniture per i cavalli. Praticamente Buckingham Palace trasformato in una boutique per quadrupedi, con la Toscana a fare da succursale del miracolo commerciale.

Per mandare avanti l’operazione, però, servivano soldi. E secondo quanto emerso nel processo, l’imprenditrice avrebbe versato 77mila euro su un conto riconducibile a una complice di Meocci. Settantasettemila euro per un affare che prometteva il lusso reale e, a quanto pare, consegnava solo il classico pacco ben confezionato.

Insieme a Meocci sono stati condannati anche tre complici, tra cui la moglie, con pene comprese tra 3 anni e 10 mesi e 6 anni e 2 mesi. Il tribunale ha ritenuto Meocci figura di vertice e organizzatore di un’associazione per delinquere finalizzata alle truffe.

Non sarebbe, però, la prima volta che il nome di Meocci finisce nelle cronache giudiziarie. Nel 2022 era già stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine su presunti raggiri, tra orologi preziosi e investimenti nel mercato petrolifero. Perché evidentemente, dopo il petrolio e gli orologi, mancavano solo i cani della Regina per completare l’album Panini della fantasia imprenditoriale.

Attualmente Meocci si trova ai domiciliari per motivi di salute. Su di lui pende anche un altro procedimento legato all’ipotesi di certificati medici falsi.

Morale della favola: quando qualcuno vi propone un affare internazionale con shampoo per cani reali, farmacie scozzesi e collari da Buckingham Palace, fate una cosa rivoluzionaria: chiedete due documenti, tre visure e magari pure il parere del cane.

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