Le aretine tra servizi, lavoro e du’ rotture di palle: “‘un se brilla, ma manco s’afoga! La qualità della vita ce se fa da sole, alla faccia di tutto!”
Nell’indagine del Sole 24 Ore 2025 sulla qualità della vita delle donne, Siena vola e si mette prima in Italia, tutta fiera come se avesse vinto Miss Mondo.
E Arezzo?
Le aretine rispondono in coro: “Oh, ce s’arrabatta! ‘un siamo le prime, ‘un siamo le ultime, ma almeno s’ha la testa dura!”
Secondo i dati, per le donne di Arezzo la vita è una specie di slalom tra lavoro, servizi che funzionano a metà e qualche rottura di scatole che, si sa, in Toscana arriva puntuale come la bolletta della luce.
Lavoro e soldi: “Se ‘n ci si spezza la schiena, qui ‘n se vede un euro!”
Le aretine lavorano come trattori: casa, figli, lavoro, commissioni, anche la spesa per i suoceri.
Lo stipendio?
Un misto tra “meglio di niente” e “ma ché è? Gli spicci del Monopoli?”.
La parità salariale, qui, è come l’araba fenice: tutti ne parlano, nessuno l’ha vista.
E la classica domanda “Ma ce l’hai un fidanzato?” anche quando non c’entra una sega.
Servizi e salute: “Fra ospedale, burocrazia e prenotazioni… oh, ci vuole la pazienza di un santo.”
La sanità non va male, ma manco fa sfracelli. Le aretine la descrivono così:
“Quando va, va. Quando ‘un va… te tocca artorna’ domani!”
Asili nido? Ci sono, ma spesso è più facile trovare parcheggio in centro che un posto libero.
E per qualsiasi pratica, dalle visite mediche alle domande online, le donne aretine riferiscono la stessa esperienza mistica:
“Ti senti come se stessi parlando con una pianta grassa: un ti risponde, ma almeno è carina da vedere!”
Sicurezza: “Si gira tranquille… quasi sempre… ma noi un ci fidiamo di nessuno!””
Ad Arezzo la sicurezza c’è, o almeno così dicono le statistiche.
Le aretine però hanno sviluppato un sesto senso da supereroine Marvel:
borse strette, occhi ovunque, e la frase standard:
“Io giro tranquilla, ma se qualcuno fa il bischero, lo sistemo io.”
Tempo libero: “Quello lo vede solo chi è senza figli, senza lavoro e senza mutuo!”
Teatri, musei, passeggiate, iniziative ce ne sono.
Il problema è trovarci il tempo.
Molte aretine dicono:
“Ma quale tempo libero? Quello lo vedo solo nelle foto su Instagram!”
Morale della favola: Arezzo ‘un è la regina della qualità di vita femminile, ma le sue donne sì.
Perché, nonostante servizi imperfetti, stipendi bassi e pendolari disperate:
le aretine tirano dritto, si rimboccano le maniche e mandano avanti mezza provincia.
“Siena primeggia, Arezzo arrangia: ma le aretine tengono su la baracca con le loro sante gonadi!”
Posizione aretina nella qualità della vita delle donne:
A metà classifica nazionale (ma le aretine dicono: “E ti pareva!”)
Lavoro femminile:
– Occupazione buona ma non brillante
– Stipendi spesso più bassi dei colleghi uomini
– Carico familiare: livelli olimpionici
Servizi per l’infanzia:
– Copertura discreta
– Posti disponibili: “Come la neve a Natale: pochi e presi d’assalto”
Sanità:
– Qualità buona quando ci arrivi
– Tempi d’attesa: “Oh, portati da leggere”
Sicurezza percepita:
– Più alta della media toscana
– Fiducia: “Sì, ma occhio sempre aperto”
Tempo libero:
– Offerta presente
– Utilizzo: “Se va bene, il sabato dalle 16:30 alle 17:05”.


