HomeCronacheSportUna squadra duttile, coraggiosa e tutt’altro che “in nove”

Una squadra duttile, coraggiosa e tutt’altro che “in nove”

Una lettura sbagliata della gara e la risposta del campo

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Una squadra duttile, coraggiosa e tutt’altro che “in nove”

Una lettura sbagliata della gara e la risposta del campo

Tomei era piccolino…!

L’allenatore dell’Ascoli, dopo la partita, ha giustamente detto di essere contento della prova della propria squadra: una compagine formata da ottimi giocatori, solida e vera squadra, degna di timore e di studio da parte degli avversari. E così è stato.
Ma non può dire che ci siamo difesi in nove: questo è sbagliato. Forse, quando vincemmo il Mondiale in Spagna, era troppo piccolo per cogliere certe letture calcistiche. Non ha notato che, alternativamente, giocavamo con le punte che a turno andavano a sostenere il centrocampo a due; un Righetti che faceva il Cabrini, un Varela che sgusciava come Rossi, un Chierico che collegava le linee con la sua classe, un Tavernelli capace di ricoprire ogni ruolo. Cianci, poi, si è addirittura preso un’ammonizione.

Come il gatto con il topo, e disorientati anche dalla mancanza di riferimenti, si sono dimenticati che il sinistro di Pattarello, se ha un po’ di spazio, ti uccide come una lama di rasoio alla gola.
Il filtro e la pressione continua delle punte, impegnate a riconquistare palla persino nella nostra metà campo, hanno infastidito il loro gioco, relegando in un angolo il forte Silipo, che comunque ha mostrato ciò di cui è capace, innervosendo Rizzo e anche Gori — quest’ultimo meritevole di espulsione.

Dietro, sotto la regia di Chiosa e Guccione e con la calma di De Col, insieme al mastino Gilli, si è permesso anche ai nuovi entrati di mettersi in mostra.

Snaturati? No. È la duttilità dei nostri ragazzi: l’adattamento alle disposizioni del mister, che ha trovato in loro una naturale estensione delle proprie idee e di quelle dello staff. Una unità di intenti che, se continuerà così, non preclude alcun traguardo.

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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