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Il giorno dopo la sconfitta: Guidonia furbo, Arezzo ingenuo

Guidonia vince con furbizia e un super Mazzi; l’Arezzo paga ingenuità, vecchi difetti e poca cattiveria sotto porta

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Il giorno dopo la sconfitta: Guidonia furbo, Arezzo ingenuo

Guidonia vince con furbizia e un super Mazzi; l’Arezzo paga ingenuità, vecchi difetti e poca cattiveria sotto porta

Era prevedibile: le squadre che arrivano ad Arezzo hanno due strategie possibili. La prima è il classico “pullman” davanti alla porta, chiudere gli spazi e ripartire in contropiede con attaccanti veloci. La seconda è il “non gioco”, come fece la Vis Pesaro.

Il Guidonia invece ha scelto la terza via: mestiere, scaltrezza e un portierino classe 2003, Mazzi, che tra i pali si è dimostrato un vero felino. Non parliamo di una squadra da vertice, ma organizzata sì: davanti marpioni veri, con Bernardotto (già conosciuto ai tempi del Gubbio), furbo e fastidioso come pochi, spalleggiato da Zappella – ex amaranto – che ha servito subito l’assist vincente a Spavone. In mezzo Santoro e Andrea hanno retto bene, e dietro tutti ordinati, coperti dal loro numero uno, assoluto protagonista.

E l’Arezzo? Qui casca l’asino.
I piedi invertiti sulle fasce penalizzano il centravanti: niente cross dal fondo, solo tentativi accentrandosi o traversoni da posizioni basse che finiscono facile preda dei difensori. Lo vediamo da tre anni: i centravanti fanno fatica a segnare. Solo Gucci, con esperienza e colpo di testa, era riuscito ad arrivare in doppia cifra senza rigori.

A centrocampo, Guccione da solo non basta: lì serve un interditore vero. Iaccarino e Chierico hanno qualità, ma non sono uomini da recupero palla.
Dietro, poi, la squadra è lenta e poco furba: manca malizia, manca attenzione nei momenti chiave.

Conclusione da tifoso: servirebbero due punte in verticale davanti, un Varela da sfruttare solo per crossare a destra e un Pattarello fisso a sinistra. In mezzo, Mawuli è lento e macchinoso, ma indispensabile per dare sostanza. In difesa, in casa, meglio a tre, adattandosi agli attaccanti avversari.

E se non gira così, allora davvero… tutti in panchina! Ma almeno, io, la panchina ho provato a scaldarla!

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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