Quando la griglia gli disse “ce la puoi fare!” la sedia non ci credeva ancora. Era una sedia con una certa età, abituata a stare su quattro gambe. Ed era notte, la notte di un giorno d’estate che sembrava non voler finire.
“Non è difficile!”. La griglia la incitava ma la sedia non credeva di poter compiere un’impresa impossibile. Era una sedia. Lo era sempre stata. E le sedie stanno così, in piedi, su quattro gambe. Chi dice il contrario ha una rotella in meno.
“Provaci!”. La griglia era sua amica. Lo era da tanto. Da quando un giorno, ancora bollente, l’avevano posata su quella sedia, già vecchia, già rovinata. Nessuno la voleva toccare. Ma la sedia disse “ciao” e l’amicizia nacque così: bollente. Per questo la sedia credeva alle parole dell’amica e ci provò: un salto per finire a testa sotto.
“Insisti!”. Non aveva gambe, la griglia. Non aveva alto né basso. Per questo sapeva che l’alto e il basso, ciò che sta sopra e ciò che va sotto, sono un’invenzione. Una convenzione. Basta non pensarci, non crederci e tutto diventa possibile. Anche per una vecchia sedia che di gambe non ne ha più quattro, perché una s’è spezzata, pensare di sostenersi, per la prima volta nella sua vita, a testa in giù.
“Resisti!” disse ancora. E la sedia, tremante, uscì dalla cucina. S’era caricata la griglia sulla schiena. Fece il corridoio, attraversò il salotto, conquistò il portone, uscì all’aperto, raggiunse un angolino e si fermò.
“Devo riposare” disse la sedia ancora a testa in giù, come scusandosi.
“Ti racconterò dove andremo” disse la griglia per aiutarla a riprendere fiato.
La sedia s’era rotta quella sera, di schianto, all’improvviso. Chi vi era seduto, cadendo, aveva lanciato una maledizione e aveva urlato “domani ti butto via”. La sedia aveva annuito, con le lacrime come colla sul verde spento. La griglia aveva visto e sentito tutto.
Poi, quando la luce s’era spenta, aveva sussurrato: “ci credi all’impossibile?”.
Favole dell’abbandono: le quattro gambe
Favola surreale sull’amicizia e la resilienza di chi si sente rotto e abbandonato
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