In merito ad alcune strumentali polemiche circolate a seguito dell’ultima edizione del Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”, e nello specifico durante il 40° Festival Internazionale di Canto Popolare, la Direzione ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti e riportare una corretta informazione sullo svolgimento del festival.
1. La categoria “Festival Internazionale di Canto Popolare” oggetto della contestazione è una sezione speciale, pensata per coinvolgere il pubblico in modo più diretto e informale. Non è soggetta agli stessi criteri e regolamenti delle categorie a giuria tecnica e il voto del pubblico è, per sua natura, un’espressione libera. In questa categoria non è infatti stato assegnato alcun premio ma solo una menzione speciale.
2. I cori coinvolti nella sezione a voto popolare sono stati invitati per esibirsi all’interno di un progetto di apertura alla comunità e di valorizzazione del territorio. La loro inclusione nella votazione pubblica è stata una scelta comunicata e condivisa, non un’infiltrazione “di straforo”, fatta per poter permettere al coro ufficialmente iscritto di poter partecipare al concorso anche nelle sue altre sezioni. Parlare di “rubare un premio” o di “fantini in bicicletta” non solo è fuori luogo, ma anche offensivo per i musicisti coinvolti.
3. Il direttore di uno dei cori citati ricopriva un ruolo organizzativo all’interno della manifestazione, ma non ha avuto alcuna influenza sulla giuria, né sui meccanismi di voto del pubblico. La giuria internazionale infatti non lavora nel festival popolare e se i suoi membri decidono liberamente di assistere alla serata possono esprimere la loro opinione come qualunque altra persona del pubblico. Insinuare il contrario, è grave e denigratorio. Se davvero si desidera parlare di “legalità”, allora iniziamo dal rispetto delle persone e del loro operato.
4. Il Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo è da decenni punto di riferimento nel panorama corale mondiale. Le collaborazioni con istituzioni accademiche, la presenza di giurie internazionali e l’alto livello dei partecipanti parlano da sé. Le opinioni personali meritano ascolto, ma non possono cancellare la realtà di un lavoro serio, professionale e apprezzato da centinaia di cori e da migliaia di persone in tutto il mondo.
5. Come Fondazione Guido d’Arezzo siamo sempre disponibili al dialogo costruttivo, ma non accettiamo di essere il bersaglio di ironie che sfiorano la diffamazione. La musica è confronto, rispetto, e – soprattutto – verità.
Il Concorso continuerà il suo percorso con serietà e impegno, fedele alla propria storia e ai valori che lo hanno reso negli anni un appuntamento di riferimento per la coralità internazionale.
La Direzione del Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”


