Un cambio di metodo per ottenere risposte più rapide e concrete: è questa la richiesta forte e condivisa arrivata dai Comuni della zona aretina alla Direzione generale della Asl Toscana Sud Est. Addio agli incontri frammentati: da oggi si parla insieme, in un tavolo unico di confronto tra tutti i sindaci e il direttore Marco Torre.
Una proposta accolta subito, tanto che il primo incontro si è già tenuto. Sul tavolo, da una parte segnali positivi come i lavori al San Donato e la collaborazione per la riqualificazione dell’area del Pionta; dall’altra, però, un elenco corposo di criticità che non può più essere rimandato.
I Comuni hanno messo nero su bianco le priorità più urgenti:
-
Investimenti sul personale sanitario, sempre più scarso;
-
Sperimentazioni nuove per le politiche sugli anziani, oggi guidate da norme regionali ritenute inefficaci;
-
Rafforzamento dei servizi territoriali, con particolare attenzione ai punti prelievo.
A pesare sul clima anche la gestione della recente e improvvisa partenza del dottor Notargiacomo, ex direttore di zona, volato in Umbria senza preavviso ai Comuni. Una scelta legittima, ma giudicata irrispettosa per la totale mancanza di comunicazione. Dopo il caso D’Urso, è il secondo abbandono in pochi mesi, e questo impone – secondo i sindaci – una riflessione più ampia da parte della Regione sui limiti strutturali di una Asl che fatica a trattenere i propri dirigenti.
Nonostante le difficoltà, i Comuni giudicano positivo l’avvio del nuovo metodo di lavoro. Il direttore Torre è stato definito “attento e disponibile”. Ora si attende che dalle parole si passi ai fatti, con un nuovo corso che metta davvero al centro i territori, i cittadini e i servizi di prossimità.


