Eccoli qua, a distruggere un pezzo de storia e de fatica cinquant’anni de lavoro, senza manco una parola vera che ce spieghi el senso dello sfacelo. Gualberto, che un anno fa se rodeva per un concerto annullato sul Ponte — una cosa bella organizzata dalla Brigata Aretina dei Monumenti —s’è ritrovato a guardare un evento che pare solo una burla.
El 9 luglio, un violinista famoso, che deve essere uno che sona sopra anche i violini Stradivari e magari anche sul cannone de Paganini, s’è esibito sul Ponte. Ma che festa è stata? ‘N c’è stato un vero coinvolgimento della città, niente entusiasmo, e manco el patrocinio della Provincia c’era, roba che pare una presa in giro.
Se ripensa al 2018, quando la cooperativa che gestiva tutto allora, anche se el Ponte era ancora un cantiere, organizzò un concerto col pianista Carlo Alberto Neri — un grande artista che ci ha lasciati troppo presto. A quel tempo, 150 persone se misero a sedere e in poco tempo i biglietti eron già finiti. La RAI e il National Geographic se fecero ‘na scorpacciata de cultura e prestigio.
Ora? Se vedono differenze grandi come ‘na casa, e la domanda che rimane è: che futuro ci aspetta, quande chi dovrebbe proteggere ‘sta città sembra volé fa’ sparìre anche la musica?
A voi la riflessione, che Gualberto la fa col cuore in mano.

