Dopo la morte di Cosimo I, il Granducato passa al figlio Francesco de’ Medici. Francesco convoca a Palazzo Pitti la sorella Isabella e il fratello Pietro, per mettere ordine nei sempre più scandalosi comportamenti della famiglia.
«Isabella,» le dice con tono severo, «smettila di passare da un amante all’altro. A Firenze lo sanno tutti di quel Torelli della Montataurina, e pure del Ridolfi, l’asiatico di Prato che coltiva broccoli… per giunta del partito contro di noi! E tuo marito Paolo lo sa bene: ti ha messo alle costole suo cugino Troilo. Se scopre qualcosa, finisce male!»
Isabella ribatte senza scomporsi: «Di Troilo mi fido, gli ho dato pure me stessa. Tanto quel bischero di Paolo è sempre lontano. E poi… i ducati che nostro padre gli aveva prestato, li ha restituiti?»
«Sì,» risponde Francesco, «me li ha ridati il mese scorso. Ha ricevuto un prestito dal Papa. Ma tu devi essere più accorta!»
Dopo il colloquio, Isabella torna a Poggio Imperiale. Tra aborti spontanei e sospetti di infedeltà, mette al mondo tre figli: Francesca, morta subito dopo il parto, Eleonora (così chiamata in onore della sorellastra) e Virginio. Quest’ultimo, tanto affezionato agli animali bianchi, era secondo molti figlio non di Paolo Orsini, ma di Torelli.
Le voci diventano sempre più insistenti. Paolo e Troilo cominciano a sospettare, e lo scandalo giunge anche alle orecchie del popolo.
Nel frattempo, Francesco convoca anche Pietro de’ Medici, ex ambasciatore in Spagna, noto a tutti come Don Pedro. «Pietro,» lo ammonisce, «basta con le spese folli e le amanti. Trascuri Eleonora, tua moglie. Si dice che frequenti perfino quel ficosecco dell’Antinori, sai, quello di via Tornabuoni!»
Pietro scoppia d’ira: «Faccio quel che mi pare! Ma quella sgualdrina ha appena partorito un figlio che è sputato quell’Antinori… torno a casa e la faccio fuori!»
Francesco cerca di calmarlo: «Non fare sciocchezze. Eleonora è ancora giovane… ha bisogno di esperienza. Ma tu comportati bene!»
Pietro però non si trattiene. Tornato a casa, soffoca la moglie con un asciugamano bagnato mentre dorme. Qualche giorno dopo, anche Isabella subisce la stessa sorte: uccisa da Paolo Giordano Orsini.
Eleonora (la moglie di Pietro) era figlia di Francesco, fratello della celebre Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I. Rimasta orfana, fu allevata dalla zia e poi cresciuta dalla cugina Isabella, dalla quale apprese ben presto uno stile di vita libertino.
Dopo l’uccisione della moglie, Paolo Orsini si trasferisce a Roma, dove intreccia una relazione con donna Vittoria Accoramboni di Gubbio, moglie di Francesco Peretti, nipote del futuro papa Sisto V. Per continuare la relazione, fa assassinare il marito. Tuttavia, la vendetta papale incombe: Papa Gregorio XIII lo perseguita e lo costringe a fuggire. Paolo muore nel 1585 a Salò, lasciando tutti i suoi beni a Vittoria Accoramboni.
Ma la tragedia non finisce lì. Lodovico Orsini, parente di Paolo, uccide Vittoria per impossessarsi dell’eredità e viene giustiziato senza processo.
E Virginio? Figlio di Isabella – e forse di Paolo, Troilo, Torelli o addirittura Ridolfi – eredita il titolo di Duca di Bracciano e gli estesi possedimenti degli Orsini. Ma su di lui aleggia per sempre il dubbio della sua vera origine.

