HomeBlog & contributiIl fico, la terrazza e il sogno

Il fico, la terrazza e il sogno

Il gossip di Cesare Fracassi
Un sogno tra passato e memoria, tra fichi acerbi e stanze dimenticate

-

Il fico, la terrazza e il sogno

Il gossip di Cesare Fracassi
Un sogno tra passato e memoria, tra fichi acerbi e stanze dimenticate

Come spesso mi accade, mi trovavo dietro casa, dove un tempo c’erano gli stalletti dei maiali, e mi venne voglia di mangiare un buon fico. Ricordavo che, più in alto, tra alcuni preselli d’ulivo e greppi scoscesi, c’era una bella ficaia carica di frutti. Poco più in là, ce n’era un’altra che produceva fichi neri, ma duri come sassi, che non maturavano mai. Mi tornarono in mente quelli che mi offrirono al mercato di Aria Aria, vicino ad Abia, in Nigeria: sembravano spicchi d’aglio, bianchi dentro e rossi fuori, non da mangiare, ma buoni da tenere in bocca per non sentire la sete e tenere a bada la voglia di fumare. Del resto, fumare è un vizio, e in pubblico è sconveniente.

Pensai allora alla ficaia dell’orto del nonno Pietro: i suoi fichi erano deliziosi e belli da vedere quando li metteva a centro tavola, in un cestino, tra quelli verdi e gialli più piccoli, e loro, i neri, screpolati e striati di bianco. Ma per raggiungere quel presello bisognava affrontare un percorso impervio, tra muretti di pietra franati e viottoli pieni di spine.

Appoggiai la bici al muro di casa — quella verde, riverniciata, che avevo ricevuto in terza media, comprata dal Ghezzi, con il manubrio piatto — e mi arrampicai fino a una terrazza: era ampia e assolata. Mi distesi e mi addormentai.

Fu allora che, da un’unica finestra aperta, sentii i tipici rumori di cucina. Si affacciò una donna: somigliava a mia nonna Gioconda. Non ero un ladro, non avevo fatto nulla di male. Aveva una crocchia di capelli grigi e occhi chiari, ma non azzurri come quelli di mia nonna, che sembravano trapassare l’anima. Lei non notò nemmeno la mia presenza.

Dal piano di sopra, una voce femminile cominciò a urlare per la mia presenza. In un attimo mi ritrovai nel corridoio dell’appartamento. La donna rimase in cucina, mentre io cercavo la via per tornare in terrazza e da lì scendere in strada. Aprii una porta: era una camera, ma senza finestre. Avrei perso tempo a sollevare la serranda. La seconda porta apriva su una stanza gelida, con l’intonaco scrostato, forse chiusa da decenni. Un letto in ferro battuto coperto da una coltre di polvere sopra una coperta all’uncinetto.

Ma lì c’era il finestrone. Con fatica, riuscì ad aprirlo. I raggi del sole invasero la stanza, illuminando la polvere sospesa… e mi svegliai.

E così, ho deciso di scrivere il mio sogno.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

Punture scelte

Arezzo, la Cena della Vittoria diventa bipartisan: di notte spuntano le bandiere di Santo Spirito

Alla vigilia della Cena della Vittoria di Porta Sant’Andrea, in via Roma e via Crispi sono comparse anche vecchie bandiere di Porta Santo Spirito sul lato opposto della strada. E sulle transenne, secondo quanto ci è stato riferito, qualche lucchetto avrebbe fatto resistenza. La Giostra, insomma, continua anche quando i cavalli sono a riposo.
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Da leggere

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕

Le vignette dell’Ortica

Scherza coi santi ma lascia stare i giaguari

Bradi Pit osserva un frate alle prese con la fratellanza animale: la nuova vignetta di Giuseppe Scapigliati.