HomeBlog & contributiFibromialgia: il dolore invisibile che troppe donne vivono da sole

Fibromialgia: il dolore invisibile che troppe donne vivono da sole

Una malattia silenziosa e spesso sottovalutata, che colpisce soprattutto le donne e le lascia sole con la loro sofferenza

-

Fibromialgia: il dolore invisibile che troppe donne vivono da sole

Una malattia silenziosa e spesso sottovalutata, che colpisce soprattutto le donne e le lascia sole con la loro sofferenza

C’è un dolore che non si vede, che non lascia segni sulla pelle ma che può stravolgere la vita. È la fibromialgia, una sindrome cronica che colpisce soprattutto le donne e che, ancora oggi, è poco conosciuta e spesso sottovalutata. Chi ne soffre si sente dire che è solo stanchezza, che è stress, che deve reagire. Ma la realtà è ben diversa.

Immaginate di svegliarvi ogni mattina con dolori in tutto il corpo, come se aveste l’influenza, ma senza febbre. I muscoli bruciano, le articolazioni fanno male, la testa pesa. Ogni gesto quotidiano – alzarsi dal letto, vestirsi, cucinare – richiede uno sforzo immenso. E poi c’è la stanchezza: non quella normale, ma una fatica che ti svuota, che non passa neanche dopo ore di sonno. E il sonno? Quello non è mai davvero riposante.

La fibromialgia non si vede. Non ci sono esami del sangue o lastre che la confermino. E questo è il grande problema: chi ne soffre spesso non viene creduta. “Hai solo bisogno di rilassarti”, “È solo stress”, “Ma ieri stavi bene!”. Le persone intorno non capiscono, e chi è malato si chiude nel silenzio. Tante donne che ne soffrono smettono di parlarne, per non sentirsi giudicate o per evitare di essere viste come lamentose.

Ma il dolore non è solo fisico. C’è anche il peso emotivo di sentirsi sole, di doversi giustificare continuamente. E poi c’è il senso di colpa: per le cose che non si riescono più a fare, per la famiglia, per il lavoro, per gli amici che si allontanano.

Eppure, c’è qualcosa che aiuta. Non una cura miracolosa – quella ancora non esiste – ma piccoli momenti di luce. Un gesto di comprensione, una risata, un attimo di gioia possono davvero fare la differenza. Quando il cervello rilascia serotonina ed endorfine, il dolore diventa più sopportabile. Un marito che ascolta senza giudicare, un’amica che capisce, un po’ di leggerezza nella giornata: tutto questo è medicina.

Se state leggendo queste righe e conoscete qualcuno con la fibromialgia, sappiate che non ha bisogno di consigli su come reagire. Ha bisogno di essere creduta. Di sapere che non è sola. Di avere accanto qualcuno che non le chieda di essere forte, ma che resti lì, semplicemente, anche nei giorni in cui la fatica e il dolore sembrano troppo grandi.

E se invece siete voi a convivere con questa malattia, ricordate che il vostro dolore è reale, anche se gli altri non lo vedono. Non dovete dimostrare niente a nessuno. Ma, ogni tanto, regalatevi un momento di bellezza. Perché anche una sola goccia di gioia può alleggerire un mare di dolore. S.S.C.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Articolo precedente
Prossimo articolo
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari, nata a Milano nel 1955, si trasferisce a Melzo nel 1990. Membro del “GAM” dal 1997, partecipa a mostre locali esplorando diverse tecniche artistiche: ritratti a matita, dipinti a olio, sculture in argilla e quadri in resina. Ha fondato una galleria d’arte e una scuola di cake design. Il quotidiano Il Giorno ha descritto via Napoli 37 come “la Montmartre di Melzo”. Attualmente, si dedica principalmente alla scrittura.

Punture scelte

Giani completa il decathlon: dopo tuffi e forma da 30 chili, a Foiano impugna la racchetta

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali. A Foiano della Chiana, sabato 29 agosto, è stata consegnata alla comunità la rinnovata Cittadella dello Sport....
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

I più letti della settimana

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕