Riceviamo e pubblichiamo… lettera di una mamma aretina

Signorina Tanti … nonché assessore alle Politiche Sociali del Comune di Arezzo mi sento in dovere di rispondere alla sua affermazione in merito all’arresto del capo e dei minori componenti la baby gang che ha sconvolto la nostra città.

Lei ha dichiarato ; “Pronti a farsi carico dei ragazzi violenti ma per loro il carcere è il primo passo”.

Dopo alcune riflessioni frutto di analisi profonde da chi sente il problema da madre, e non come lei solo da politica, cercherò di spiegarle attraverso vari punti quanto il carcere sia un errore e perché prima del carcere ci devono essere le politiche sociali ad intervenire.

In psicologia viene definita che l’adolescenza è una seconda rinascita e che sia uno dei periodi più ingrati del ragazzo.
C’è il distacco e il giovane inizia la sua nuova strada imparando a conoscere il mondo.

Come può conoscere un buon mondo ed essere un uomo civile un ragazzo che arriva con una barca, dove viene picchiato, e dorme per un anno in un garage ad Arezzo ?
(mi riferisco al capo banda arrestato)
Perché l’Assesorato alle Politiche Sociali non è mai intervenuto in aiuto e sostegno ?

La risposta che lei ha dato all’interpellanza del PD può andar bene solo se lei fosse una cittadina normale ma considerato il ruolo che ricopre, la sua risposta è il segno della totale assenza di qualsiasi intervento di aiuto e sostegno preventivamente a favore di queste realtà (se sbaglio vorrei capire esattamente cosa è stato fatto) e pertanto ritengo che il suo Assessorato sia decisamente responsabile moralmente del fallimento delle sue politiche sociali nei confronti degli adolescenti.

Come crede che il ragazzo abbia trovato i soldi per mangiare ?
Non mi risulta che sia stato fatto nessun intervento a riguardo.

Il bullismo è una piaga ormai decisamente diffusa in particolar modo negli adolescenti immigrati non integrati nella società.
Questo problema va continuamente combattuto con politiche sociali adeguate e mirate a certe realtà. Cosa sta facendo per questo ?
Il carcere è giusto e concordo con lei pienamente ma solo dopo che c’è stato il tentativo di un intervento serio costante e continuativo del sistema sociale, che, invece in questo caso non c’è assolutamente stato.

Le ricordo che ragazzi del genere sono pieni di rabbia per quello che hanno passato, hanno fame perché in qualche modo devono mangiare e sono soli e tutto questo li porta ad esercitare la loro aggressivitá cercando di procurarsi cibo spacciando e rubando.
Se si permette l’arrivo di immigrati adolescenti dobbiamo accoglierli, seguirli con dei percorsi e integrarli nel sistema locale, altrimenti questo sarà il risultato, con aggressione, rabbia e spaccio.
Sono ragazzi soli abbandonati ad un destino crudele. I più fortunati di questi si mettono a cantare e diventano Trap.

Ha mai letto le parole dei loro testi ?
Si è mai soffermata a capire che dentro le canzoni c’è un forte incitamento verso a fare altrettanto.
I Trap parlano di droga, spaccio, violenza e soldi facili e nei loro video gli adolescenti ci si specchiano, li seguono, li imitano.

Dovremmo mettere in carcere tutti gli adolescenti immigrati oppure sarebbe meglio costruirgli un futuro ed aiutarli a diventare dei bravi cittadini, insegnargli un mestiere e aiutarli a togliersi il proprio dolore ?
A questo servono le politiche sociali …. prima di arrivare al carcere.
Il carcere è giusto ma solo come ultimo passo in quanto prima deve lei come Assessore intervenire.

Questi ragazzi sono sicuramente colpevoli ma noi adulti ancora di più perché il sistema che doveva accoglierli ha totalmente fallito e l’organo politico che è stato creato apposta li ha abbandonati a vivere di reati.

Chi le scrive è una mamma che sta cercando di aiutare questi adolescenti ad elaborare la loro rabbia ed uscire dalla loro fragilità e vergogna, affinché non diventino leader negativi così da imitare chi è stato messo in carcere diventando così il porta bandiera di un disagio sociale non visto.

Sicuramente lei non essendo madre non si rende minimamente conto delle problematiche giornaliere che ci sono nell’adolescenza e sicuramente le affronta con quella superficialità politica che le fa affermare di essere soddisfatta del carcere per aspettarli poi in una integrazione ancora più difficile e complicata.
Ma quando usciranno dal carcere cosa faranno ?
Le ricordo che mentre le scrivo è già avvenuta la scarcerazione.
Quindi mi domando ….. adesso tocca a lei ?
Cosa farà ?
Cosa farà per gli altri ragazzi che potrebbero imitare e seguire la stessa strada ?

Sicuramente in carcere si impara ad essere più furbi e più delinquenti e la loro rabbia sarà drasticamente aumentata e per molti ragazzi saranno dei miti.

Concludo sottolineando che quello che hanno fatto i ragazzi non è condivisibile socialmente e non è giustificabile, ma è da analizzare socialmente e far presente, che, il fallimento più grande e più importante è il totale fallimento della Politica Sociale del nostro comune.

Redazione
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3 COMMENTI

  1. Non saranno mai così sensibili questi uomini e donne dell’amministrazione comunale di Arezzo. Pensano che sia un problema delle famiglie , ma non è così. Tutti i giorni troviamo ragazzi adolescenti che rispondono in malo modo ad ogni osservazione , perchè? Come si sa le politiche sociali dei comuni servirebbero anche a questo, ma niente mai accadrà con questa gestione .

  2. Brava Signora !
    Se non si e’ decisi ma altrettanto comprensivi e disponibili con la gioventu’ , con chi lo dovremmo essere ?
    E’ il Futuro , non tutti hanno la fortuna di essere cittadini “pronti” , i piu’ vanno aiutati a diventare .

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