Ad Arezzo l’economia è solo alcolica

Mentre in città intere strade centralissime, come via Madonna del Prato, vedono chiudere quasi tutte le attività commerciali, i palazzi storici si sgretolano, le erbacce invadono strade e tombini, l’Amministrazione concentra le attenzioni quasi esclusivamente per tutelare i “localari”, ovvero i proprietari di bar e locali della movida, ove la vendita e la somministrazione di alcolici è l’attività più rilevante (o quasi).

Un passo avanti (!!!) rispetto al monopolio simbiotico assoluto tra Governo – Associazioni dei Commercianti, che di fatto penalizza la quasi totalità delle altre tipologie di cittadini.

Arezzo è fatta sopratutto di studenti, impiegati, operai, pensionati, liberi professionisti, casalinghe, disoccupati, residenti del Centro Storico, ma di loro il Comune se ne interessa davvero poco, a quanto sembra.

L’importante è fare lavorare i locali, fare vendere alcool, fare divertire liberamente con la movida, che crea più danni che vantaggi, con risse, vandalismo, rifiuti, urina sui muri, bidoni rovesciati,  sporcizia ovunque, coma etilici, schiamazzi e ogni sorta di comportamento negativo.

Come se l’unico obbiettivo per Arezzo è fare divertire orde di ubriachi a piede libero, ignorando i diritti di chi, abitante sopra quei locali, vorrebbe la sera riposare in santa pace.

Economia basata sulla vendita di alcool, bella fine che ha fatto Arezzo !!!

La vita culturale è ai minimi storici, la gente perde il lavoro, ma chissenefrega, dammi un altro Negroni !!!

Nel degrado assoluto, stancamente, il declino della nostra città  è sempre più profondo, se per divertirsi bisogna ubriacarsi (e drogarsi talvolta), siamo finiti !!!

Non sembra esserci alcun progetto serio ed efficace per riprendersi, ma nel frattempo fiumi di bevande alcoliche sorreggono la traballante economia, in caduta libera.

Soluzioni ?
All’orizzonte nessuna, se non liberarci con le elezioni alla svelta di questa parte politica che sta governando, forse sperando che chi verrà dopo ribalti l’agenda delle priorità, ad oggi allucinanti.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

4 COMMENTI

  1. Articolo azzeccatissimo. In via Cesalpino (come credo nella maggioranza delle strade del centro storico) transitano e si assembrano a tutte le ore della notte orde di giovanissimi ubriachi o comunque bercianti che urtano le auto, cantano sguaiatamente, pisciano dovunque senza alcun controllo. Le stesse strade sono bersagliato durante il giorno da altre orde in divisa, quelle della municipale, intente a porre sempre nuovi divieti e multe ai residenti. Logicamente nessuno dei giovani e ruttanti gaudenti indossa la mascherina, perché ciò andrebbe contro la loro libertà. Naturalmente quelli più da giustamente infamare non sono i giovani pisciatori, ma i loro inutili genitori, che non solo li coprono qualsiasi cosa facciano, ma neanche si chiedono cosa combinino i loro pargoli quindicenni per le vie della città alle 4 di notte tutte le notti. Forse la situazione potrebbe migliorare con qualche salata multa a questi genitori inesistenti, che probabilmente non riescono a controllare i propri figli perché sono loro stessi intenti a sorbire uno pseudo aperitivo che dura tutta la notte.

  2. Visto che si parla di economia alcolica,vale la pena ricordare anche il pagamento in natura per chi riporta 20 bicchieri abbandonati dagli avventori di un noto locale con parcheggio annesso: un drink gratis. Ha detto pochi giorni fa il titolare ai giornalisti entusiasti che “è anche un modo per responsabilizzare i ragazzi a fare qualcosa e a tenere pulito”. Ora, che l’iniziativa serva a tenere pulito è indiscutibile ed è cosa nota che ce ne fosse davvero bisogno (si parla di 650-740 bicchieri riportati durante le serate del giovedì….), ma che invitare a raccattare i bicchieri vuoti degli altri per permettersi un bicchiere pieno significhi responsabilizzare i ragazzi mi pare di molto opinabile. Hanno un bello scrivere su un certo quotidiano che non è un incitamento a bere: a me invece proprio quello pare. Excusatio non pentita accusatio manifesta.
    Eppure, e questo è il colmo, l’assessore alle politiche giovanili plaude all’iniziativa e auspica che la si possa esportare anche nel centro storico, in particolare “nelle zone dove ci sono soprattutto giovanissimi”. Spero d’aver frainteso l’uscita dell’assessore, perché altrimenti siamo davvero fuori dalla grazia di Dio.

  3. Come fanno da tempo in alcuni Paesi con le siringhe usate dai tossicodipendenti.
    Solo che dove lo fanno e’ per mettere in sicurezza i luoghi frequentati dai bambini.
    Bicchieri usati qui invece dagli alcolisti e magari raccolti dai neo alcolisti senza denaro ….un loop infinito di dipendenza.
    Che scienziati !!!

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