Il Pd si fa vivo con una rituale richiesta di dimissioni del sindaco

Il Pd di Arezzo si fa vivo e ci prova con una rituale richiesta di dimissioni del sindaco , incoraggiato  di avere una visuale a 180°  e scrive che  da qualsiasi angolo  si osservi la situazione del primo cittadino Ghinelli – si afferma da Piazza S. Agostino –  non si può che essere preoccupati.

Il cahier de doléances comincia da quello amministrativo: il Comune è fermo e il Covid ne è solo parzialmente responsabile.
Poi scende sul personale: le assenze del sindaco si moltiplicano e la scelta di assistere ad un concerto invece di presenziare alla Festa della Repubblica (il Pd legge l’Ortica n.d.r) non è un buon segno.
E, amaris in fundo,  quello giudiziario: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nel caso Coingas.

 Fossi io il Pd avrei aggiunto avrei aggiunto a questa serie di lamentele,  anche gli apprezzamenti fatti dal sindaco, ospite di RadioFly – sul livello dell’opposizione in Consiglio Comunale, con tanto di etichetta di consigliere comunale con la clava, affibbiata ad un amministratore dell’assemblea elettiva. Ma, evidentemente, neppure il PD ha occhi e orecchie da ogni parte o, comunque, non è un radioascoltatore.

Ma, comunque, andiamo avanti…

Questa  sortita, dal sapore tanto rituale, è di oggi e  si riallaccia agli ultimi eventi che stanno caratterizzando la scena politica cittadina e l’amministrazione della città, sui quali il PD sostiene di avere una percezione (azzzz…percezione e basta? n.d. r) quella di un sindaco ormai politicamente demotivato (avrebbe voluto fare il Presidente del Giunta regionale ed ha dovuto “accontentarsi” di fare il secondo mandato da sindaco di Arezzo), che ha lasciato l’ordinaria amministrazione nelle mani della vice sindaca, che non ha alcuna visione del futuro di Arezzo dopo 6 anni di formale guida della città, che è naturalmente e giustamente inquietato dalle inchieste della magistratura.

Ovviamente, l’analisi del PD, dopo queste premesse, non può che essere di segno negativissimo e, infatti, scrive che in queste condizioni l’Amministrazione Ghinelli è in grado solo di garantire qualcosa meno dell’ordinaria amministrazione.
E questo nel momento in cui l’emergenza Covid non è ancora finita, i problemi economici e sociali si stanno aggravando, le opportunità che però vengono da piano Next Generation dell’UE e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sono formidabili. Questa amministrazione non appare in grado né di gestire l’oggi né di utilizzare le opportunità che vengono da Roma e da Bruxelles.

E, finalmente, dopo questo lungo preambolo, la presa di posizione del gruppo consiliare del Partito Democratico, giunge al sodo: non siamo di fronte ad un semplice problema politico: centro destra o centro sinistra al governo della città.
Il centro destra ha vinto e deve governare. Appunto: governare. Se non è nelle condizioni di farlo, non resta che una semplice soluzione per il bene di Arezzo: le dimissioni del Sindaco Ghinelli.

 La sortita del Pd è questa e ci consente di dire, con un certo margine di sicurezza, che non c’è e non ci sarà niente di nuovo sul fronte comunale, a distanza di (più o meno) 200 giorni dalle elezioni amministrative e dalla vittoria schiacciante di Ghinelli,  il quale – domandiamo  al PD –  sarebbe mai disposto ad affrontare un  processo, se rinviato a giudizio su Coingas-Multiservizi, da sindaco dimissionario?

Alò, PD, la tua sortita rituale l’hai fatta e buonanotte al secchio.

Redazione
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