Al sindaco di Bibbiena Hollywood gli fa una pippa

Con una capacità mediatica che ha dello straordinario, il sindaco di Bibbiena riesce a rimanere sempre sotto i riflettori.
Dopo la performance dei 16 autovelox posizionati sul territorio comunale in pieno periodo Covid mediante diretta Facebook (da cui il motto “Bibbiena città della fotografia!”), ora il giovane e social-fotogenico Filippo Vagnoli ha pensato bene di sfidare Hollywood e Brasov (nella Transilvania romena), ponendo in piazza grande a Bibbiena un’enorme scritta in acciaio Corten che recita appunto: “Bibbiena”.

Dove svettavano quattro anziani e coreografici tigli, abbattuti per malattia, adesso non sono state rimesse altre piante, ci mancherebbe, ma con grande pragmatismo è stato costruito un marciapiede in pietra serena.
Sul muro che lo sovrasta e guarda verso la biblioteca appare in bella vista la scritta, fra due panchine, lunga una decina di metri.

Forse il sindaco e chi per lui hanno timore di non ricordarsi il nome del paese di cui sono amministratori?
Eppure Vagnoli non ha neppure trent’anni e l’alzheimer sembrerebbe lontano. Trattasi allora di un progetto identitario ancora in parte segreto? Oppure sotto la scritta si nasconde un tesoro metaforico di grande valenza culturale?

Ma che ingenui e provinciali che siamo.
Alcune menti illuminate ci hanno finalmente spiegato che la scritta è uno straordinario strumento di promozione turistica, soprattutto in relazione alle foto che la immortalano e possono essere pubblicate su Instagram, oggi uno dei social più diffusi e di successo. Tutto bene, bravi, peccato che vi sia un piccolo, piccolissimo problema: davanti alla scritta (a poco più di un metro di distanza) c’è un parcheggio di auto sempre occupato dai mezzi, e con tutta la buona volontà, anche grandangolare massimo si può leggere e fotografare qualche frammento futurista tipo: BIB, IBB, BIE, o con molta molta fortuna persino IENA.

Bravi davvero.

Apprendiamo che a Brasov il consulente culturale che suggerì di posizionare la scritta fu nientepopodimeno che il nostro Toto Cutugno, colà famosissimo. Ci piacerebbe sapere se a Bibbiena è stato il sindaco in persona a sviluppare il progetto o se si è avvalso di qualche importante advisor.

Ah, in chiusura volevamo chiedere un’altra cosetta al sindaco Vagnoli.
Come mai durante la votazione di alcuni giorni fa per decidere se costituirsi parte civile nel cosiddetto processo Coingas, l’unico comune che si è astenuto – oltre al comune di Arezzo che ha votato no – è stato quello di Bibbiena?
Filippo Vagnoli è molto giovane, ma sembra aver già imparato che il rispetto del volere dei propri elettori e cittadini è solo una chimera.

Redazione
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