“Everesting”: la sfida ciclistica di tendenza

Nei giorni scorsi, annunciato su un post sulla pagina Facebook del gruppo sportivo Due ruote di  Arezzo, un altro aretino avrebbe completato l’Everesting, percorrendo l’ascesa dello Scopetone per ben 37 volte, per un dislivello di 283.8 metri coprendo abbondantemente gli 8.848 metri di dislivello previsti dal regolamento del challenge.

La sfida sarebbe stata completata a fine dello scorso luglio,  ma non è stata omologata per un problema di GPS, bloccato a 8502 metri, anche se la distanza effettiva percorsa, dimostra che il dislivello è ben superiore, calcolando che l’ascesa dello scopetone è di 283.8 metri, e che se percorsa 37 volte, il dislivello raggiunto è di 10.500.6 metri.

Un altro aretino Simone Mazzi aveva vinto la sfida nel 2018, percorrendo i 21.4 chilometri per 1.317 metri di dislivello, che portano al Monte Secchieta, dal versante di Sant’Ellero per sette volte.

L’Everesting  consiste nello scalare una salita tante volte quante ce ne vogliono per arrivare a 8.848 metri, l’altezza dell’Everest.

Fino a pochi mesi fa l’Everesting era una cosa di nicchia, poco conosciuta  anche a  chi si occupava di ciclismo.
Ultimamente forse per l’assenza di gare ciclistiche, l’Everesting ha avuto una massiccia diffusione.
A inizio 2020 gli Everesting riconosciuti dal sito di riferimento, che esiste da diversi anni, erano circa 5mila; ora sono già più di 10mila.
E negli ultimi mesi i record di Everesting maschili e femminili sono stati migliorati svariate volte e raramente hanno resistito per più di qualche settimana.

L’Everesting ha poche e chiare regole.
Basta scegliere una salita – qualsiasi salita e percorrerla in bici tutte le volte necessarie a raggiungere gli 8.848 metri di dislivello.
Ci si può mettere quanto si vuole, con la bici che si vuole
(escluse quelle elettriche) e tra l’inizio e la fine del tentativo non è consentito dormire.
Amici,tifosi, parenti possono aiutare, e passare acqua o cibo, durante l’ascesa.
Per dimostrare di aver effettivamente completato un Everesting basta usare un’app per lo sport come Strava o un normale ciclocomputer.
Per capire quante ascese servono per completare un Everesting c’è un apposito strumento sul sito.

L’Everesting ha due possibilità
Si chiamano complete e compete, la prima prevede che si affronti l’Everesting solo per riuscire a portarlo a termine, anche mettendoci 20 ore
la seconda prevede competizione vera e propria,   per stabilire un nuovo record.
Per chi vuole finire e basta il consiglio, oltre a quello di arrivare ovviamente preparati, è di studiare bene il tipo di salita.
Una lunga ma poco ripida richiede molte ore in sella, perché servono più chilometri per accumulare i metri di dislivello richiesti.
Una molto ripida accorcia i chilometri totali necessari ma pedalare su pendenze proibitive presenta a sua volta tutto un altro ordine di problemi
(compreso il fatto che più la salita è ripida e corta e più breve e veloce sarà la discesa da fare per tornare ogni volta indietro).

Per quanto riguarda il compete, la ricerca dei record, a maggio l’ex corridore Phil Gaimon, ora molto attivo sui social, terminò il suo Everesting in meno di otto ore, ripetendo 61 volte una salita vicino a Los Angeles.
Il suo record è poi stato superato da Lachlan Morton, 28enne corridore professionista, che tra l’altro dovette ripetere il tentativo due volte perché un suo primo record non fu omologato per un problema di GPS.
A inizio luglio quel record fu poi superato da Alberto Contador, uno dei corridori più forti degli ultimi decenni, ritiratosi un paio di anni fa: per completare 76 volte l’ascesa della salita spagnola da lui scelta, con una pendenza media del 12,9 per cento, ci mise 7 ore e 27 minuti. «Sono sicuro che arriverà presto qualcuno che farà meglio di me», disse subito dopo.

E infatti il 30 luglio il 33enne irlandese Ronan McLaughlin, anche lui un ex corridore, terminò il suo Everesting in 7 ore e quattro minuti. Tra l’altro su una salita senza curve e con una bici appositamente modificata per l’occasione e a cui, in poche parole, fu tolto tutto ciò che non era indispensabile per quello specifico risultato.

L’attuale detentrice del record femminile è la 37enne britannica Emma Pooley, che a luglio, in Svizzera, ha completato il suo Everesting in poco meno di 9 ore.

In aggiunta a chi prova a spingersi oltre l’Everesting (ultimamente si parla anche di Trenching, da “Mariana Trench”, la Fossa delle Marianne, che ha una profondità di oltre 10mila metri) c’è anche chi prova a fare Everesting particolari.
C’è chi lo fa su salite cortissime da ripetere più di cento volte, chi sceglie salite storiche del ciclismo, magari con biciclette strane o d’epoca, o chi l’ha fatto ripetendo giusto un paio di volte l’ascesa del Mauna Kea, un vulcano dormiente delle Hawaii che offre la possibilità di fare un’unica e lunghissima salita di 80 chilometri.

 

Redazione
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