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Arezzo Pergolettese: pensiamo positivo

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Arezzo Pergolettese: pensiamo positivo

E allora prendiamo il pari di Lecco con ottimismo e ripartiamo da lì.
E’ inutile piangere sui punti persi in queste prime tre giornate del 2020. Due punti, frutto di altrettanti pareggi, sono un misero bottino che nessuno, credo, avrebbe neppure nella peggiore ipotesi.

Quindi pensiamo positivo.

In queste 3 gare la squadra di Di Donato ha palesato una involuzione evidente ma gli ultimi 30’ di Lecco ci raccontano di una squadra che lotta sino alla fine e che ha nei guizzi di Cutolo e Gori un’arma micidiale.

Però non si può pensare che siano solo loro, con la loro classe a risolvere le gare. Certo è che anche le punte amaranto risentono del periodo non felice e, al netto delle reti segnate, sono nella media dei loro compagni.
Ma loro hanno quel qualche cosa in più, quell’attimo che riesce a rimetterti in gioco ed a dare fiducia a tutta la squadra.

Ripartiamo da qui, ripartiamo dalla Pergolettese.
E non lasciamoci ingannare dalla neo promossa.
Sino alla gara contro la Pianese persa per 2 a 0 era ultima in classifica con lo “zero” nella casella partite vinte.
Poi il cambio di guida tecnica.
Via Contini, con contestazione dei tifosi che individuano nella società, più che nel tecnico le responsabilità, e squadra affidata alla coppia Piacentini – Albertini.

Cambia il campionato dei giallo blu che nelle seguenti 8 gare ottengono 4 vittorie 3 pari ed una sola sconfitta venuta proprio domenica scorsa nella gara interna contro la Pianese persa per 3 a 0.
Oggi i canarini hanno 20 punti in classifica e si stanno avvicinando alla salvezza diretta.

L’Arezzo, però, non può sbagliare.
Tre punti sono indispensabili per gli amaranto oggi addirittura fuori dai play off obiettivo dichiarato ad inizio stagione (anzi l’obiettivo era fare, addirittura, meglio della stagione passata).
Poi serve continuare, trovare una vittoria esterna. Insomma: cambiare passo. In caso contrario sarà difficile appigliarsi agli episodi, ai recuperi (come a Lecco o Carrara) per essere ottimisti e sperare in qualche cosa di diverso da un campionato anonimo.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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