Roba da piangere

Ci sono giornate in cui sarebbe meglio che gli amici non si facessero sentire.
Oggi mi hanno segnalato un articolo su di un quotidiano locale circa gli indagati delle registrazioni Staderini e una trasmissione radiofonica dove l’ assessora della giunta aretina ha nuovamente espresso il suo punto di vista.

Roba da piangere per me.

Perché mi fa davvero male leggere che il presidente di ArezzoCasa, già vicepresidente di detta partecipata, anche segretario particolare di senatrice ed operatore turistico, Roggi, oggetto di avviso di garanzia per corruzione, sta valutando di chiedere il patrocinio gratuito per l’indagine che lo riguarda.

Il patrocinio è diritto che può essere richiesto da chi ha un reddito imponibile inferiore agli € 11.500 circa: ne deriverebbe che il presidente di Arezzo casa nell’anno 2019 abbia il reddito inferiore.
La presidenza di Arezzo casa prevedeva nel 2019 oltre € 27.000 annui quali emolumento.
Era meglio se lo indagavano l’anno prossimo.

L’ assessora che difende in solitudine il sindaco di Arezzo Ghinelli si è arrampicata sugli specchi di una radio, per difenderlo da una accusa che nessuno di quelli che ho sentito o conosco gli abbia fatto un’ intervista telefonica chianina da un intervistatore così incalzante da ricordare i giganti del giornalismo come Emilio Fede o Bruno Vespa.

L’ingegnere in consiglio comunale ha voluto ribadire come i vertici delle partecipate siano concertati fra le forze che compongono la maggioranza.
Non è ascrivibile alla volontà di singoli come la più comune lettura delle registrazioni pare invece recepire, collegando la nomina di Amendola al vertice di ArezzoMultiservizi al bene che anche il sindaco vorrebbe al consigliere Bardelli.

L’assessora ha ribadito questo concetto, tuttavia scarsamente significativo nell’economia delle registrazioni.
Ma insistere a dire che nella promessa non vi è reato è errore: è reato di corruzione impropria anche se non vi è stato passaggio di utilità, ma solo la promessa.

Nelle registrazioni, e nessuno di quelli che conosco o sentito ha detto il contrario, Ghinelli pare estraneo a quanto sta accadendo, ma mi sembra che tutti (io fra i primi, adesso anche altri commentatori) si domandano come faccia il sindaco a non vedere la necessità di un comportamento più cauto che non avrebbe consigliato comunque di procedere con le nomine di Amendola e ancora meno di Roggi.

Il 1º
-potenzialmente in quanto, sono sinora solo parole di terzi, è chiamato in causa da Bardelli e da Roggi come colui che avrebbe promesso e non mantenuto;

il 2º -che invece viene apertamente citato come presente agli incontri con parole riportate  può essere a scelta, considerato un illuso (uno che gli si potrebbe dire che gli asini volano) o uno coinvolto, innocente fino a prova contraria ma effettivamente sotto indagine.

In entrambi i casi risultano chiaramente persona non adeguata a ricoprire tale incarico.
E questo è il secondo aspetto che mi lascia perplesso dalle scelte del sindaco.
Aspetti politici sulla qualità delle persone ed etici, per quanto entra a conoscenza del sindaco.
Queste sono le contestazioni, inutile dannarsi per cercare di deviare l’attenzione dai problemi.
Sgradevole che un cittadino finisca per confrontarsi contro tale deformazione della realtà.

Capisco che contestare quanto accaduto dia fastidio al sindaco e ad un assessore la cui posizione è legata a doppio filo al primo cittadino, però è meglio che  stiano zitti e lascino fare alla loro maggioranza; qualora venissero scaricati, verrebbero entrambi portati via dalla piena.

Alessandro Ruzzi
Aretino doc, tre titoli universitari in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista.

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