Sprofondo Arezzo

Non ci voleva certamente la classifica 2019 della qualità della vita delle città italiane, pubblicata qualche ora fa da Italia Oggi – unanimemente riconosciuta come la più completa ed attendibile -,per accorgersi che Arezzo sta sempre più sprofondando e non solo per le buche nelle strade o per i continui allagamenti.

Arezzo, infatti, si piazza al 50 posto, sesta in Toscana dopo Firenze (17), Pisa (31), Siena (34), Prato (40) e Lucca (42), perdendo ben 30 posizioni rispetto al 2018: peggio di noi stanno soltanto Livorno (59), Massa Carrara (62) e Pistoia (65).

Se, poi, andiamo a guardare le classifiche degli ultimi 10 anni, notiamo che l’odierna posizione è la peggiore in assoluto, considerato che nel 2010 Arezzo era al 45 posto e negli anni successivi, anche in quelli, in cui ha governato la tanto criticata Giunta di centrosinistra, non era mai scesa più in basso del 38 posto ed in Regione oscillava tra la seconda e la quarta posizione.

Questi dati sono implacabili e rappresentano una sonora bocciatura per i cinque anni della Giunta di centrodestra e per il Sindaco Ghinelli, il quale, proprio in questi giorni, ha annunziato la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della Città, dichiarandosi, peraltro, a disposizione della sua coalizione per concorrere addirittura alla poltrona di Governatore della Toscana.

Visti i lusinghieri risultati, che vada a finire come scrisse il cortonese Frate Francesco Moneti, il quale, parlando della superbia umana con la metafora di un pallone scagliato in aria,  “ E da tal forza spinto assai s’inalza/verso del cielo, ed il fermarsi è vano,/finché alla terra alfin torna repente/ precipitevolissimevolmente “ ?

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

3 COMMENTI

  1. “Per una città sempre più accogliente e divertente” le parole si sprecano.
    Accogliente per i turisti ok, ma l’organizzazione intorno? parcheggi, viabilità, navette ????
    Al di là poi di luci e attrazioni la città invece è sempre meno accogliente per gli abitanti che infatti traslocano fuori.
    La città del Natale è bella ok, forti del successo poi ci dedichiamo ai bisogni di tutti i giorni dei cittadini o a quelli straordinari tipo acqua in casa??? macchè….ancora soldi per le fondazioni, per altri eventi, cene in bianco in nero notti rosa blu festival rari o meno.
    Che delusione!
    A proposito l’opposizione è in cima alla torre o a fare le grandi opere con i mattoncini Lego?
    Che delusione!

  2. Mentre la giunta comunale si trastulla col suo costoso giocattolo (la Città del Natale), tutto il resto va a rotoli…..si rimpiange pure l’immobilismo del Fanfanulla, che almeno non facendo non procurava danni come questi qui.
    Fondazioni, cene, tagli di nastri, tutta fuffa e niente sostanza, mentre Arezzo precipita nel baratro, tra disoccupazione, chiusura delle attività commerciali, buche, dissesti e alluvioni.
    Ma il trio Ghinelli + Comanducci + Gamurrini hanno pure il coraggio di ripresentarsi ???? A casa !!!!!!!

  3. E ce la sta mettendo tutta, questa Giunta, a chiudere “in bellezza”. A San Niccolò – dove un ‘genio’ del passato aveva eretto un muro… – c’era un pino pericolante da tre anni: da tre anni avvertito chi di competenza del pericolo. Sabato notte, il pino si è deciso a crollare, in un momento,
    esclusivamente bontà sua, in cui non passavano cristiani e manco turchi, né a piedi né automuniti; soltanto un bel danno al cancello di un palazzo. I fratelli pini – nati all’incirca settant’anni fa – che ancora restavano in piedi, uno forse non proprio in verticale, sono stati tutti abbattuti: senza ad altro pensare, ieri mattina.

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