Chiedere di ospitare le Olimpiadi anche ad Arezzo è un’ottima idea che va coltivata

Non è cosa di poco tempo, bensì di tredici anni.
Infatti Firenze e Bologna si candideranno a ospitare le Olimpiadi del 2032.
Arezzo, nel suo piccolo, ha pensato di poter “aiutare” Firenze organizzando nel proprio territorio le gare di ciclismo su strada e quelle di scherma.

Non sfugge a nessuno che le nostre strade hanno ospitato con successo classiche ciclistiche di rilievo e tappe del Giro d’Italia.
In fondo ci vuole poco a organizzare qualcosa di meglio dello squallido mondiale ultimo scorso.
Il ciclismo in Toscana è a casa sua, in una delle terre in cui è più praticato nel mondo.
Ben venga quindi qualcosa che porterebbe in loco migliaia di atleti con allenatori, magazzinieri, equipe mediche ecc.

La pista non sarebbe certo roba per noi, che se costruissimo un velodromo poi lo utilizzeremmo presumibilmente poco, ma di certo le strade si presterebbero benissimo.

E la scherma?
Be’, anche in questo caso non sfugge a nessuno che un Centro Affari agghindato per l’occasione e magari parzialmente rifatto, potrebbe ospitare varie pedane, le tribune e tutti i servizi necessari.

Insomma, con un investimento non stratosferico si potrebbe dar lustro ad Arezzo e al suo territorio, in tutto il mondo; ammesso che nel 2032 le Olimpiadi siano ancora l’evento sportivo dell’anno a livello mondiale e che le immagini vengano trasmesse ovunque.

Non è così scontato, vista la rapidità con cui cambiano le cose in questi anni, ma di certo non possiamo saperlo ora.

Forza Arezzo, in qualsiasi campo.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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