Oggi il match contro la capolista Monza

Monza, Siena, Alessandria, Pro Vercelli.
Autunno caldo per l’Arezzo che in questo mese di ottobre dovrà affrontare nelle prossime 4 gare dovrà affrontare tutte squadre costruite per fare campionato di vertice.
Anzi no, meglio precisare.
Ad Alessandria dopo la mancata promozione di due stagioni fa si è badato a rimettere un po’ di soldi in cassa.

In esatte si è costruita una squadra che ha l’ambizione di riprovare quella scalata.
Anche a Siena non si nascondono dietro il dito ed anzi hanno dichiarato apertamente che obiettivo della stagione è la promozione.
Play off, poi si vedrà, il traguardo dei piemontesi.

Ed il Monza?
Fuori categoria.
Quando Berlusconi (Silvio) ha investito sulla squadra brianzola in questo convinto dall’amico Galliani (General Manager) e piazzando il fratello (Paolo) alla presidenza ha dichiarato apertamente di puntare alla Seria A.

Lo scorso campionato è stato di transizione con la società insediata quando già la squadra era costruita.
Quest’anno la storia è cambiata.
Investimenti record per la categoria e giocatori con passato nelle categorie superiori.
Oggi i brianzoli possono vantare una squadra composta da 22 titolari e guidata da un altro ex milanista come è Cristian Brocchi.

I risultati sono lì ad indicare come la scelta sia stata azzeccata.
18 punti in 7 gare frutto di 6 vittorie ed una sconfitta interna ad opera del Siena.
Ed anche quello che potrebbe sembrare un problema, cioè il fatto che nelle prime gare la vittoria sia arrivata a tempo quasi scaduto, è invece segno di forza.
Segno di una squadra che non si da mai per vinta, che lotta sempre, che ha giocatori super motivati.

Daniele Di Donato nella conferenza stampa di presentazione ha detto che oggi serve la “partita perfetta”.
Giusto.
Le motivazioni quando si affrontano avversari così non mancano di certo.
Purtroppo l’Arezzo ha raccolto troppo poco in questo inizio di campionato e non può permettersi passi falsi neppure contro questi avversari.
Importante sarà l’approccio e fondamentale il supporto del pubblico.

Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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