Arezzo e CasaPound

Una volta erano relegati in un garage di via San Lorentino e pochi lo sapevano, pochi li vedevano.

Oggi, dopo aver “preso” la presidenza di Arezzo Casa con l’aiuto incondizionato di Tiziana Nisini (leghista istruita inviata dal partito ad Arezzo, dove non ce n’erano), CasaPound ha aperto una nuova grande e vistosissima sede in viale Mecenate, sempre in città.

Sabato scorso l’inaugurazione in grande stile, ma resta un fatto: Casapound ha diritto di esistere? Badate bene, non si tratta di voglia di censurare, ma di legge dello Stato.

La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

È vietata perciò la ricostruzione del Partito Nazionale Fascista. Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede sanzioni detentive anche per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Questo va ricordato, perché CasaPound si è autodefinito il fascismo del terzo millennio e richiama in molte manifestazioni principi fascisti. 

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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