Fermo l’Arezzo, le altre non corrono, tranne il Monza

L’Arezzo costretto alla sosta per il rinvio della partita casalinga contro la Juventus, aspetta di giocare 5 partite in venti giorni per via del recupero e di un turno infrasettimanale.

Intanto le altre ieri hanno giocato e confermato, come si era già compreso durante i primi due turni, che questo è ancora un momento di assestamento in cui tutti i risultati sono possibili.
Il 4-0 con cui la Pianese ha liquidato la Giana Erminio a Gorgonzola valga per tutti, ma anche lo 0-2 casalingo del Siena di Dal Canto contro una Carrarese che totalizza i suoi primi tre punti è sintomatico in proposito.

Si sa, il campionato di serie C si decide nel girone di ritorno.
Certo, dei punti vanno fatti anche all’andata, ma è ormai da anni che chi ne fa “troppi” nella prima parte stenta nella seconda.
Vedremo, intanto quello che emerge dalla terza giornata è che l’Arezzo se avesse giocato e vinto sarebbe al secondo posto, perché in questo confuso inizio di campionato nessuno ha fatto più di 6 punti, tranne il Monza che è a 9.

Tre partite e tre vittorie per il Monza di Paolo Berlusconi, designato da tutti come l’ammazza campionato.
L’obiettivo dei briantei è quello di raggiungere la serie A nel tempo più breve possibile e c’è da credere che ce la faranno presto, ma in campo per ora fanno fatica anche loro, che hanno avuto ragione del neopromosso Como (a Como) solo al 92′.

Certo che con calciatori come Cosimo Chiricò, che salta l’uomo come fosse un birillo (a proposito lo segnalo a Corrado, che probabilmente dovrà affrontarlo da difensore esterno sinistro dell’Arezzo) e serve palle gol in mezzo con estrema facilità, non è facile fermare il Monza, ma il campionato di serie C ci ha abituati a tutto e al suo contrario…

Domenica prossima l’Arezzo inaugura un vero tour de force andando a Crema, dove incontrerà la neopromossa Pergolettese, che ieri ha pareggiato 1-1 a casa della Pro Patria… Sarà un incontro da prendere con le molle.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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