La vergogna di aver votato…

Fin dal secondo dopoguerra, in Italia le donne e gli uomini veramente di destra sono stati considerati fancheggiatori del fascismo e in qualche modo clandestini nel panorama democratico nazionale.

Questo ha fatto sì che spesso chi ha votato a destra lo abbia fatto nell’ombra, senza dichiararsi.
A metterci la faccia sono stati i leader che si sono susseguiti in quel campo, più che il popolo apportatore di voti.

Ma la destra con gli anni e la lontananza dalla memoria fascista, si è pian piano allargata ed è tornata al centro del panorama politico italiano.

C’è sempre, però, una certa reticenza vergognosa in chi mette una croce a destra, soprattutto se si tratta della prima volta o giù di lì.

E’ successo a suo tempo con il Movimento Sociale, poi con Forza Italia, la fiamma tricolore, AN e in seguito con la Lega e i Fratelli d’Italia.

Ancora oggi succede soprattutto con Salvini (ormai la Lega si identifica con lui e con la destra pura) e da qui deriva il fatto che i poveri sondaggisti non ne cavano le gambe.

Chi si vergogna di votare per chi prevede multe per coloro che raccolgono disgraziati in mare, non lo dirà mai a nessun sondaggista.
E anche se questi ultimi, proprio tenendo conto del fenomeno, si arrabattano inventandosi correzioni delle percentuali, non ci azzeccano mai.

Così accade che gli exit poll alla chiusura dei seggi elettorali prevedano per la Lega una forbice di voti tra il 26 e il 29 %, anche se poi Salvini totalizza più del 34%.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

1 COMMENTO

  1. Per l’efficacissima manodopera a “Cinque Stelle”, ancora riLEGAto, l’Italia sta per ri-averlo in condizioni pari al nuovo; conservandosi, beninteso, tutte le caratteristiche salienti dell’antico.

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