Hai presenti i contributi dei cittadini al Piano Strutturale di Arezzo? Ora il comune se ne frega

Un paio di anni fa il Comune chiese ai cittadini dei contributi da considerare in fase di redazione delle modifiche al Piano Strutturale.
Il sindaco Ghinelli, allora anche assessore all’urbanistica, sostenne la legittimità degli interessi dei privati e la volontà di tenerli nel giusto conto.

Ora, a distanza di due anni, quando quel Piano sta per diventare realtà, si apprende che quei contributi, quelle richieste, quei desiderata non sono stati presi in considerazione.

Hai compreso bene.
Chi ha progettato il Piano non li ha considerati.
Non lo ha fatto proprio per lo stesso motivo per il quale il sindaco disse di volerli.
“Sono interessi troppo particolari, non possiamo prenderli in considerazione”.

Ma allora potevate evitare quella pagliacciata di consultazione popolare… E non crediate che ci facciamo offuscare la vista e l’udito da una ruota panoramica e un mercatino tirolese: noi dell’ortica, messeri, pungiamo sempre, almeno quando è il caso di farlo!

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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