“Il corteo dei putti festanti” di Galileo Chini nella facciata del palazzetto Albergotti

Salendo lungo in Corso Italia ed imboccando via dei Pileati, superata la Pieve di Santa Maria, incontriamo sulla sinistra, quasi all’altezza delle Logge Vasari, il palazzetto Albergotti attuale sede dell’Archivio di Stato.

Acquistato all’inizio del ‘900 dalla Cassa di Risparmio di Firenze con l’intento di stabilirvi la propria sede, fu da questo Istituto ristrutturato su progetto dell’Ing. U. Tavanti per adeguarlo alle nuove esigenze funzionali.

Il fregio decorativo di Galileo Chini, posto sopra l’ingresso di via Albergotti e protetto dalla tettoia ideata dallo stesso Tavanti, fu realizzato a conclusione dei lavori di ristrutturazione.

Decorato in solo 4 giorni, dal 12 al 16 luglio del 1904, il corteo di putti festanti vuol essere una “rappresentazione simbolica dei prodotti locali dai quali trae origine prima la prosperitą dell’Istituto Aretino” (Tavanti).

Si tratta quindi di un immagine allegorica che fa riferimento alla economia aretina di inizio secolo ancora prettamente agricola, ma che viene realizzata secondo la pił aggiornata tendenza stilistica di impronta liberty, corrente artistica maggiormente diffusa nei centri urbani sviluppati industrialmente.

Alla Cassa di Risparmio di Firenze va dunque il merito di aver offerto ad Arezzo il primo esempio di decorazione parietale di carattere liberty.

Infatti, grazie alla lungimirante commissione delle decorazioni a Galileo Chini, artista d’avanguardia che assimila e diffonde in Italia il repertorio figurativo floreale proprio del gusto europeo del tempo, le precoci realizzazioni aretine, sebbene calate in un contesto culturalmente attardato, andranno a rappresentare autentici modelli cui l’artista farą riferimento in ornati maggiormente celebrati, primo tra tutti quello della “Sala del Sogno” alla biennale veneziana del 1907.

Redazione
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