Giorgio Vasari e la sua casa di Arezzo

Giorgio Vasari, pittore, architetto e storiografo, nasce ad Arezzo, in via Mazzini, nel 1511.
Uomo di larghe vedute, artista estremamente versatile e grande imprenditore di se stesso, Vasari lavorò per i più importanti committenti presenti nel territorio italiano, concludendo la sua carriera artistica alla corte dei Medici come coordinatore delle iniziative pittoriche, architettoniche ed urbanistiche.
A Vasari fu chiaro il ruolo di propaganda politica svolta dalle Arti, sia per il messaggio iconografico della pittura che per la funzione sociale esercitata dall’architettura.
Attivissimo, tanto da far dire allo stesso Michelangelo ‘che voi operavi solo per più di mille‘, in realtà si avvaleva di ottimi collaboratori che coordinava grazie alle sue grandi capacità organizzative, interpretando sempre le esigenze del committente e rispettando i tempi di consegna.
Tra le sue opere principale ricordiamo la fabbrica degli Uffizi, il corridoio vasariano, le decorazioni di palazzo Vecchio a Firenze, il Salone dei 100 giorni nel Palazzo della Cancelleria a Roma, le decorazioni presso la chiesa di Monteoliveto a Napoli.
A Vasari si deve la redazione delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettoricapolavoro della storiografia artistica e testo ancora fondamentale per lo studio degli artisti a lui contemporanei e precedenti.

Nonostante la sua frenetica attività e i numerosi incarichi che lo portano lontano dalla sua città natale, è proprio qui, ad Arezzo, che decide di comprare la propria casa nel 1540, che ristruttura e decora, libero da qualsiasi pressione del committente, nell’arco di quasi trent’anni.
Arezzo annovera tra il suo ricchissimo patrimonio, quella che è stata definita da eminenti studiosi, la più bella casa d’artista conservata in Italia.
Filo conduttore delle grandi pitture della casa è l’esaltazione della Virtù attraverso l’Esercizio delle arti.
Nella prima sala detta della “Fama e delle Arti“, al centro del soffitto troviamo dipinta una figura femminile che suona la tromba (fama); nei pennacchi 4 figure femminili allegorie della Pittura, Scultura, Architettura e Poesia. Sul perimetro delle pareti ci sono dei medaglioni con i ritratti degli artisti più significativi per lo stesso Giorgio: Michelangelo Buonarroti, Andrea del Sarto, Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Spinello Aretino e Lazzaro Vasari, suo antenato.
Nella sala successiva, detta di di “Apollo e delle Muse“, al centro del soffitto Apollo, cantore e poeta, e nei pennacchi nove muse, una delle quali pare sia il ritratto della moglie Niccolosa Bacci (vedi foto a destra).
Segue la “Camera di Abramo” con un bel soffitto cassettonato con al centro Dio che benedice il seme di Abramo, iconografia di buon augurio per la camera nuziale.
Al termine del percorso la “Sala del Camino“, interamente dipinta descrivendo, per immagini, l’allegoria della vita umana (foto a lato).
Lasciamo la parola allo stesso Vasari che, meglio di chiunque altro, descrive la decorazione dell’ottagono centrale che pare cambiare significato a seconda del punto di vista:”dentro al quale sono figure grandi quanto il vivo la Virtù, che ha sotto i piedi l’Invidia, e presa la Fortuna pe’ capegli, bastona l’una e l’altra, e quello che molto allora piacque si fu che girando al sala attorno, et essendo in mezzo la Fortuna, viene talvolta l’Invidia a esser sopra essa Fortuna e Virtù, e d’altra parte la Virtù sopra l’Invidia e Fortuna, si come si vede che avviene spesse volte veramente“.

Giorgio Vasari morì a Firenze nel 1574, la salma fu trasportata ad Arezzo e deposta in Santa Maria della Pieve sotto l’altar maggiore, progettato e dipinto dall’artista come tomba di famiglia, smontato e trasportato nell’800 nella chiesa della Badia.

 

Redazione
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