Up numero1

C’è Beppe Sugar sempre affascinante ma un po’ sudaticcio, coi capelli tinti dalla parrucchiera.
La sua intervista è a dir poco agiografica: sembra la vita di un santo, o di uno che vuole candidarsi a sindaco di Arezzo e dintorni.
Una perla: “Quel che conta è la personalità: deve averla il mio negozio, deve averla chi compra”.
Quindi se uno non ha personalità è meglio se va direttamente da Marino Fa Mercato?

L’intervista ad Andrea Scanzi del Cialini (lavorano insieme in Passioni) è telefonatissima: si vede da un chilometro che le domande vengono dopo le risposte e che comunque doveva spiegare alla sua città riconquistata proprio quelle cose là e non altre.
Una perla: “Capita spesso che le donne che frequento si innamorino di me, ma non viceversa”.

Poi c’è il fantomatico Ing. Cecchini della Fabbrica del Sole, il più bravo al mondo a prendere finanziamenti europei/mondiali per creare start up così straordinarie che l’uomo della strada non riesce mai a capire a cosa realmente servano se non a lui stesso.

Fantastico anche il giovane che alleva lumache a Partina, Gabriele Conticini.
Che sentiva il bisogno di tornare da Firenze in Casentino e ha abbandonato gli studi: si è imbattuto in una occasione ed ha acquistato alcune strutture con 10 ettari di terra.
Ora ha 80 ettari fra proprietà ed affitto.
E i soldi? Un altro senza il babbo dirigente di banca che avrebbe fatto?
Ora comunque arriva a sera senza più avere stress…

Più che altro bisogna chiedersi a cosa serva un periodico così patinato (tipo Montecarlo, Milano o Positano) in una realtà di provincia come quella aretina: è destinato al mercato estero di Dubai o della Russia?
Esiste un club ristretto e trasversale di visionari che ci spiegheranno quali sono i cittadini di serie A e come imitarli per non far sfigurare Arezzo nel mondo?
Atlantide Adv vuol parlare di storie di successo e di bellezza, alzarsi finalmente in piedi (UP): geniale.

Ma nei prossimi numeri, dopo lo Squarcialupi, il Giani e il dottor Rossi, chi ci mettono?
Rimane solo il Lucertola, forse Don Alvaro e la Maga Bonicioli in collegamento ultrafanico dal cimitero (forse anche il Balena, se non è a sciacquare il bicchiere).

 

 

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