Gli aretini chiedono la separazione delle carriere

No, non quelle dei giudici, come vorrebbero i radicali, ma quelle del Saracino.
Perché il flop della regista della giostra nominata appena due giorni prima della manifestazione è evidente.
Perché il Comune deve pagare la luce altrimenti la tolgono nei momenti più caldi!
Perché le imposizioni alle riprese televisive di non far vedere subito il cartellone del buratto colpito è puro masochismo.

Perché per rendere la manifestazione veramente aretina deve essere governata interamente da aretini, altrimenti, tra poco, anche qui chiamiamo la UBI banca ad acquistarla per un euro.
Perché l’entusiasmo di centinaia di ragazzini in una città di vecchi è piacevole e non va deluso.

Perché se continua così, bisogna separare veramente la carriera di Santo Spirito dalle altre e farlo correre da solo.
In altri tempi avremmo detto: Dringoli dimettiti ma oggi tra il sindaco, il Gamurrini e gli altri c’è l’imbarazzo della scelta!
Alla battaglia! All’armi all’armi!

CONDIVIDI
PrecedenteC’è la fila da Ferretti, per comprare l’Arezzo
SuccessivoIl Saracino al lume di candela
Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

LASCIA UNA RISPOSTA