Arezzo continua a scalare le classifiche nazionali. Peccato che stavolta non si parli di qualità della vita, bellezze artistiche o eccellenze gastronomiche, ma di quanto ci costa arrivare alla fine del mese senza dover chiedere un prestito al salumiere.
Secondo la classifica dell’Unione Nazionale Consumatori elaborata sui dati Istat di settembre 2026, Arezzo è al settimo posto in Italia per aumento della spesa delle famiglie. L’inflazione annua raggiunge il 4,5%, con un aggravio stimato di 1.266 euro all’anno per una famiglia media.
Ad agosto Arezzo era decima, con 1.013 euro di maggiore spesa annua stimata. Un mese dopo è settima, con una stima superiore di 253 euro. Attenzione: non significa che ogni famiglia abbia effettivamente pagato 253 euro in più in un mese. Sono due stime annualizzate, riferite a due rilevazioni diverse.
Dalla decima alla settima posizione: avanti così e ci danno una medaglia
Secondo la graduatoria, davanti ad Arezzo troviamo Vicenza (1.444 euro), Rimini (1.331), Como (1.319), Terni, Pistoia e Venezia. Dietro Verona, Bolzano e Ferrara. Per una volta arriviamo davanti a tante città importanti. Non per i treni o i servizi, ma per la velocità con cui il portafoglio si alleggerisce.
La spesa costa di più. Il problema è che bisogna anche vivere
Il caro vita si sente sulle spese quotidiane: supermercato, bollette, carburante e servizi. I prezzi dei singoli prodotti non aumentano tutti nella stessa misura, naturalmente, ma davanti alla cassa la consolazione statistica è magra.
Quanto resta davvero nelle tasche degli aretini?
Anche quando i redditi nominali crescono, l’aumento dei prezzi ne riduce il potere d’acquisto. E non tutte le famiglie hanno gli stessi margini per assorbire nuovi rincari.
Il settimo posto non significa che Arezzo sia la settima città più costosa d’Italia in assoluto: la classifica misura l’aumento stimato della spesa familiare dovuto all’inflazione, non il livello generale dei prezzi. Una distinzione importante, anche perché di confusione ce n’è già abbastanza.
Resta il fatto che la città risale una graduatoria nella quale sarebbe decisamente preferibile scendere. Ad Arezzo il patrimonio storico non manca, quello artistico nemmeno. È il patrimonio familiare che comincia a preoccuparsi.
Di questo passo, per fare la spesa non servirà più la tessera fedeltà del supermercato. Basterà presentarsi con un garante.
Fonte: elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati territoriali Istat relativi a settembre 2026. Gli importi sono stime di maggiore spesa annua per una famiglia media.


