Per i pendolari della linea Arezzo-Firenze ormai il problema non sembra più capire se ci sarà un inconveniente, ma quale sarà quello del giorno.
L’ultimo episodio serio si è verificato venerdì 25 settembre sulla linea convenzionale Roma-Firenze, tra Rignano sull’Arno e Pontassieve. Secondo la ricostruzione fornita da RFI, dalle 15.20 la circolazione è stata sospesa dopo lo svio di un treno merci. Gli accertamenti e gli interventi sono andati avanti per tutta la notte e il traffico ferroviario è tornato regolare soltanto alle 8 del mattino successivo. Nel frattempo si sono registrati ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni, con l’attivazione anche di corse sostitutive in autobus.
Più nel dettaglio, dalle prime ricostruzioni è emerso che a sviare sarebbe stato un carrello di un convoglio merci appartenente a un’impresa esterna al Gruppo FS. Una parte del treno avrebbe poi urtato leggermente un regionale, provocando danni ad alcuni finestrini. Fortunatamente non risultano persone ferite.
Il regionale coinvolto era il 18841, diretto da Prato Centrale verso Montevarchi-Terranuova. Per i passeggeri, oltre allo spavento, sono iniziate ore di attesa prima del trasferimento su un altro convoglio.
Un incidente che sarebbe già sufficiente da solo a creare una giornata infernale. Il problema è che arriva in un periodo nel quale la linea aretina sta collezionando inconvenienti con una puntualità che, quella sì, pare funzionare benissimo.
Già il 9 settembre un guasto alla linea aerea di alimentazione aveva mandato in tilt la tratta, lasciando centinaia di persone ferme e provocando cancellazioni e limitazioni. In quell’occasione la Regione Toscana aveva contestato anche la carenza di informazioni e assistenza ai viaggiatori.
Dopo l’episodio del 25 settembre, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni hanno annunciato una nuova lettera al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per chiedere un intervento urgente sulla linea.
Secondo la Regione, le criticità degli ultimi giorni non possono più essere considerate episodi isolati. Giani ha definito la situazione «inaccettabile» e ha ricordato che da Firenze sarebbero già partite nei mesi precedenti altre lettere indirizzate al Ministero, alle quali, secondo quanto dichiarato dalla Regione, non sarebbe ancora arrivata risposta.
Anche Boni, recatosi sul posto dopo l’incidente, ha insistito sulla necessità di garantire sicurezza, affidabilità e continuità del servizio ferroviario, chiedendo provvedimenti capaci non soltanto di gestire le emergenze ma anche di prevenirle.
Il punto, per chi ogni giorno prende il treno da Arezzo e dal Valdarno verso Firenze, è assai meno istituzionale.
Un guasto può capitare. Un incidente può capitare. Anche un ritardo può capitare.
Quando però guasti, cancellazioni, interruzioni e corse sostitutive cominciano a presentarsi con regolarità, chiamarli ancora “disagi” rischia di diventare una forma di ottimismo ferroviario.
Adesso la Regione attende una risposta dal Ministero e chiede interventi strutturali. I pendolari, nel frattempo, attendono soprattutto i treni.
E su quella linea, purtroppo, hanno acquisito parecchio allenamento.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


