HomeCronacheFatti di cronacaArezzo, rissa all’ora dell’aperitivo: bischerate e coltellate in pieno centro

Arezzo, rissa all’ora dell’aperitivo: bischerate e coltellate in pieno centro

Violenza improvvisa tra giovanissimi nel cuore della città: cresce l’allarme sicurezza

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Arezzo, rissa all’ora dell’aperitivo: bischerate e coltellate in pieno centro

Violenza improvvisa tra giovanissimi nel cuore della città: cresce l’allarme sicurezza

AREZZO — Alò, nemmeno il tempo di ordinare uno spritz che in centro scoppia il finimondo. Spintoni, urla, gente che si ferma a guardare senza capire se scappare o chiamare aiuto: una rissa bella e bona nel mezzo alla città, tra piazza Guido Monaco e giù per via Madonna del Prato.

Tutto succede in un lampo: tre ragazzini, tutti intorno ai sedici anni, e un omo più grande, straniero. Parole grosse, poi mani addosso e zac, salta fuori pure un arnese da taglio — pare un taglierino o forbici, roba così. Uno dei ragazzi si fa male alla mano, l’omo pure, ma meno grave. E l’arnese? Buttato via nel cestino come nulla fosse, ritrovato poi dalle forze dell’ordine.

Tempo due minuti e arrivano vigili e carabinieri, ma il grosso è già successo. Ora si cerca di capire che è  è partito prima: chi ha provocato, chi ha risposto, ma le versioni sono tutte diverse e le telecamere della via dello shopping dovranno raccontare la verità.

Ma il punto è un altro, e qui casca l’asino. Perché un è più un episodio isolato: è l’ennesima scena di violenza in centro. Sempre lì, sempre tra giovanissimi, sempre senza un perché chiaro. E la gente comincia a borbottà: “ma icché sta succedendo?”

Già due giorni fa, sempre in piazza Guido Monaco, un altro casino: un omo sulla trentina preso di mira da tre ragazzi, in pieno giorno. Anche lì indagini in corso, testimonianze, telecamere… ma intanto la paura resta.

E se si guarda un po’ più in là, il quadro un è per nulla rassicurante. Tra indagini su ragazzini finiti dentro a storie di odio razziale e roba estremista trovata sui social, perquisizioni, computer sequestrati… insomma, un clima che un promette nulla di bono.

Nel frattempo le forze dell’ordine stringono i controlli nelle cosiddette “zone rosse”: dalla piazza alla movida tra la Badia, San Francesco e Sant’Agostino. Più pattuglie, più verifiche, più presenza. Ma la sensazione, tra la gente, è che si rincorra sempre qualcosa che scappa di mano.

Oh, perché qui un si tratta più solo di ragazzate. Qui la violenza viene fuori all’improvviso, senza freni, davanti a tutti. E allora la domanda vien da sé: ma davvero s’è perso il verso anche nel mezzo del centro? Perché a forza di fa’ finta di niente, poi ce s’ artrova con una città che un s’ arconosce più.

Redazione
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