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Ci piegano al 95’, ma non ci spezzano

Un finale amaro dopo una gara combattuta: errori e cambi discutibili spianano la strada alla beffa crudele

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Ci piegano al 95’, ma non ci spezzano

Un finale amaro dopo una gara combattuta: errori e cambi discutibili spianano la strada alla beffa crudele

Sembrava una battaglia vera, di quelle sporche, tese, nervose fino all’ultimo respiro. E invece, quando il pareggio sembrava ormai in cassaforte, un rigore al 95’ condanna l’Arezzo e lascia soltanto rabbia, amaro in bocca e mille rimpianti.

La squadra amaranto era partita bene, con personalità e voglia di far male. Già al 16’ episodio caldo: Gilli viene spintonato da Gori, proteste furiose e tensione che sale subito anche in panchina. L’Arezzo tiene il campo con ordine e prova a sfondare, soprattutto quando D’Uffizi, sfruttando le sovrapposizioni sulla fascia del numero 17 ascolano, allarga il gioco sulla destra: arriva il cross, e solo un salvataggio sulla linea nega il vantaggio amaranto.

La partita si accende definitivamente al 27’, quando saltano i nervi e vengono espulsi Cutolo e un secondo componente. Il clima diventa incandescente. Poi al 37’ arriva la doccia fredda: Iaccarino perde troppo tempo, D’Uffizi ne approfitta e serve Rizzo Pinna, che davanti a Venturi non sbaglia e porta avanti l’Ascoli.

La reazione dell’Arezzo, però, è immediata e da grande squadra. Passa appena un minuto e Pattarello mette in mezzo un pallone velenoso per Cianci, che lavora bene il pallone e lo appoggia all’accorrente Renzi: inserimento perfetto e 1-1. Un pareggio meritato, voluto, conquistato con rabbia. Poco prima dell’intervallo altro episodio pesante: D’Uffizi, già ammonito, rifila una manata a Renzi, ma incredibilmente resta in campo.

Nella ripresa l’Arezzo continua a lottare. Al 58’ bella trama tra Chierico e Tavernelli, conclusione pericolosa e Vitale devia in angolo. Poi, però, arrivano le sostituzioni che cambiano il volto della gara. Al 68’ escono Pattarello e Cianci, entrano Ravasio e Varela: da quel momento l’Arezzo perde peso offensivo, si abbassa e comincia a pensare più a difendersi e ripartire che a comandare il gioco.

Escono poi anche Chierico e Mawuli per Cortesi e Ionita, mentre Renzi lascia il posto a Coppolaro. La squadra amaranto ha comunque almeno un paio di contropiedi buoni per colpire e chiuderla, ma li spreca malamente. Prima Mawuli prova addirittura a sorprendere tutti da metà campo, poi è Iaccarino a non concretizzare.

E quando la partita sembra ormai destinata a finire in parità, arriva il disastro. Al 94’ Varela, tutto solo in area, si intestardisce nel dribbling e si fa recuperare un pallone pesantissimo. Nell’azione successiva non riesce neppure a rincorrere l’avversario, che se ne va e mette il cross in area. Lì arriva la trattenuta di maglia: rigore. Dal possibile colpo da tre punti alla condanna più crudele possibile. Al 95’ l’Arezzo crolla così, nel modo più amaro, tra rabbia, urla e una sconfitta che fa malissimo.

Una beffa tremenda, figlia anche degli errori finali e di cambi che non hanno convinto. Resta la sensazione di aver buttato via almeno un punto, forse anche qualcosa di più.

Voti

Venturi 6,5 – Sicuro a terra, attento nelle uscite. Incolpevole sul gol e sul rigore.
Renzi 7 – Segna, lotta e presidia la zona più pericolosa dell’Ascoli. Generoso e prezioso.
Gilli 6 – Tiene botta contro un Gori molto aggressivo.
Chiosa 6,5 – Ordine, esperienza e calma nei momenti più complicati.
Righetti 6 – Meno propositivo del solito, ma svolge il compito con diligenza.
Mawuli 6,5 – L’unico vero incontrista, recupera palloni e dà sostanza.
Iaccarino 5,5 – Troppo lezioso in occasione del gol subito, macchia una prova discreta.
Chierico 5,5 – Poco presente, sia in copertura sia in spinta. Si accende solo a tratti.
Pattarello 6,5 – La vera trazione anteriore dell’Arezzo. Quando esce lui, la squadra smette di pungere.
Cianci 6 – Lotta, combatte e partecipa all’azione del pareggio.
Tavernelli 6 – Si sacrifica, aiuta dietro e prova a dare equilibrio.

Subentrati 6 – Entrano, ma incidono poco.
Varela 5 – Grave errore nel finale, pesa tantissimo sull’episodio decisivo.
Bucchi 5 – I cambi non convincono e alla lunga peggiorano la squadra.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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