HomeSatira civicaAvanzi di Balera: Caurum tappato, ‘un c’è più verso d’entrà!

Avanzi di Balera: Caurum tappato, ‘un c’è più verso d’entrà!

Roba aretina vera: si ride e intanto ci si guarda allo specchio

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Avanzi di Balera: Caurum tappato, ‘un c’è più verso d’entrà!

Roba aretina vera: si ride e intanto ci si guarda allo specchio

E in più ti rifilano pure ‘l libretto (gratis, ma ‘un si rifiuta)

Arezzo è ripiombata nella febbre avanzista, e stavolta bella forte. A dodici giorni dallo spettacolo “Dio, Sagra e Famiglia / Figli del trentennio avanzista” — sabato 11 aprile alle nove di sera al Caurum — i biglietti son già spariti. Volati via. Finìti. Come i cocomeri a luglio alla sagra.

Insomma: se tu ‘un l’hai preso, t’è toccato rimane’ fora… e ora rosichi.

E dire che son quindici anni che i tre ‘un salivano insieme su un palco. Ma appena s’è sparsa la voce, Arezzo ha fatto come sempre: prima ride, poi corre a compra’ il biglietto, poi dice “io c’ero”. Classico.

Secondo il presidente della biblioteca, Alessandro Artini, questa roba qui è cultura. E c’ha pure ragione: perché la cultura ‘un è solo libri impolverati, ma anche quando una città si guarda allo specchio e dice “oh, ma siamo proprio fatti così”. E gli Avanzi, in questo, son come lo specchio… solo più cattivi.

Poi s’è parlato pure della lingua aretina, che — come ha detto Pier Luigi Rossi —è un mischione di vallate, gente passata, parole rimaste e modi di dire che resistono più delle buche sull’asfalto. E con gli Avanzi diventa pure intelligente… anche se a sentirli ‘un sembrerebbe.

Il trio — Francesco Maria Rossi, Alessandro Lisi e Santi Cherubini — festeggia trent’anni di carriera (dal ’96, mica ieri) e lo fa come sa fare: tra battute, sagre e quella capacità tutta aretina di pigliasse poco sul serio… ma nemmeno troppo.

E per chi è riuscito a entra’ (beato lui), c’è pure il regalo: il libro “Aretini fori de l’orbita”. Un libretto che dovrebbe spiegà gli Avanzi… anche se probabilmente dopo averlo letto si capisce meno di prima, ma se ride di più. Dentro ci scrivono un po’ di nomi importanti — Nocentini, Santori, Artini, Cherubini, Lisi, Rossi — ma tranquilli: sempre roba alla portata… più o meno.

L’evento è messo in piedi da un bel po’ di gente seria — Biblioteca, Comune, Fondazione Guido d’Arezzo, Mazzafirra — con pure il contributo di Giovanni Raspini. Insomma, tutti insieme appassionatamente… come a una sagra, appunto.

E loro, gli Avanzi, tornano con lo spirito di sempre:
“Di solito i politici dicono ‘ce lo chiedono i cittadini’. Stavolta lo diciamo noi: ce lo hanno chiesto davvero. Un partito ce l’abbiamo già, quello del Rapo… ma tocca apparentassi. C’era anche un’idea con Angiolini, ma è saltata… forse perché ci hanno preso per la massoneria delle sagre, con l’Accademia del colesterolo”.

E allora niente: preparatevi.
Chi c’è ride.
Chi ‘un c’è… racconta che tanto ‘un gli andava.

Redazione
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