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“Oh citti, ma che se fa?” L’alcol che scorre: adolescenti e pronto soccorso sotto pressione

Allarme giovani in Toscana: il binge drinking cresce e colpisce sempre più ragazze

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ARS Toscana l’ha detto chiaro e tondo: tra i ragazzi toscani il binge drinking – che poi sarebbe bere per stonfarsi in fretta – è in aumento. E non è più solo roba da maschi. Anzi, tra le ragazze i numeri fanno drizzare i capelli.

Siamo a febbraio 2026 e i dati aggiornati a ottobre 2025 parlano senza tanti giri di parole: oltre il 30% degli adolescenti toscani fa abbuffate alcoliche. Tradotto: tre su dieci bevono non per gusto, ma per andare giù di testa.

I numeri che fanno girar la testa (e non per il vino)

  • Prevalenza: tra il 30,9% e il 33,4% degli adolescenti pratica binge drinking.
  • Tra i 14-19 anni: il 33,4% dice di essersi ubriacato almeno una volta.
  • Diciassettenni: il 58,2% delle ragazze racconta episodi di ubriachezza.
  • Consumo a rischio: salito dal 16,9% nel 2010 al 21% nel 2022.
  • Pronto soccorso 2025: quasi 36mila accessi legati all’alcol.
  • Minorenni: il 10% dei casi.

Oh via, un accesso ogni quarto d’ora al pronto soccorso per colpa dell’alcol. Cento interventi al giorno. Roba che nei reparti si sa già: il fine settimana arrivano ragazzi stesi come panni al sole.

Storicamente erano più i ragazzi a esagerare. Oggi il binge drinking è leggermente più frequente tra i maschi, ma le ubriacature totali crescono di più tra le ragazze. E in certe fasce d’età le superano.

Tra i 16 e i 17 anni:

  • quasi il 40% dei maschi beve a rischio,
  • oltre il 30% delle femmine fa lo stesso,
  • ma tra le diciassettenni si supera il 58% di esperienze di ubriachezza.

Insomma, non è più una “bravata da maschiacci”. È un fenomeno che riguarda tutti.

Secondo il Centro alcologico regionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, guidato da Valentino Patussi, l’alcol è una minaccia silenziosa. Non è solo fegato e stomaco: c’entra la testa, l’umore, l’autostima.

Molti giovani bevono proprio per quello:

“Si stordiscono per sentirsi parte del gruppo.”

Cinque unità per i maschi, quattro per le femmine, tutte insieme in poco tempo. Non è il bicchiere di vino a cena coi nonni. È lo “sballo programmato”.

Dove si beve di più?
Secondo le rilevazioni di ARS Toscana:

  • ASL Centro: consumi a rischio molto alti.
  • ASL Toscana Nord-Ovest: valori elevati di binge drinking.

La Toscana, nel complesso, resta sopra o in linea con la media nazionale, ma con punte che preoccupano.

Dopo la pandemia, peggio di prima
Dopo il Covid si è visto un aumento degli accessi ai pronto soccorso per cause legate all’alcol. E attenzione: quelli intercettati dal sistema sanitario sono solo il 4,5% dei binge drinker stimati.

Quindi il grosso rimane sommerso.
Gestito in casa, tra amici, tra risate che poi diventano silenzi.

I rischi (quelli veri, mica per far paura)

  • perdita di coscienza
  • traumi e incidenti stradali
  • problemi cardiaci
  • aumento del rischio di tumori
  • disturbi mentali

E quando si ha 15 o 16 anni, l’organismo non è pronto per queste bombe improvvise.

La “mala-movida”
Tra centro storico, locali che chiudono un occhio, controlli delle forze dell’ordine e marciapiedi usati come orinatoi, la scena si ripete. Non è solo questione di divertimento: è un problema sociale.

La verità?
Molti bevono non perché gli piace, ma perché “così fan tutti”.
E ora icché si fa?
Le campagne ci sono, ma i numeri dicono che non basta. Servono controlli veri, educazione vera e forse anche un po’ di coraggio nel dire ai ragazzi:

“Oh citti, lo sballo dura una sera. Le conseguenze anche no.”

In Toscana il vino è cultura, storia, tradizione.
Ma qui non si parla di un bicchiere a tavola.
Si parla di ragazzi che bevono per cadere.

E allora via, un po’ di testa. Perché lo sballo passa.
Il pronto soccorso, purtroppo, resta.

1 COMMENTO

  1. “ E quando si ha 15 o 16 anni, l’organismo non è pronto per queste bombe improvvise.” Certo, il problema sono sempre i giovani. Invece per gli adulti non è un problema?
    “ In Toscana il vino è cultura, storia, tradizione.” qui la solita solfa autoassolutoria, non che vi sia nulla da assolvere, ma un minimo di consapevolezza non guasterebbe: il vino contiene alcol, una droga, e anche tra le più dannose. Vi voglio vedere scrivere, con altrettanto rispetto e affetto, di altre droghe, anche molto meno dannose, quando non anche terapeutiche.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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