Supermercato della zona, ore imprecisate. Tra un pandoro ancora sudato e un torrone in fase di decomposizione spirituale, spuntano LORO: le uova di Pasqua. Sì, a gennaio. Sì, davvero.
La rete esplode. I commenti pure. C’è chi grida al complotto, chi alla truffa, chi controlla compulsivamente la data di scadenza come se stesse disinnescando una bomba.
Secondo gli avvistatori, le uova erano lì, immobili, incartate, provocatorie.
Risultato? Rete spaccata in due:
- Team Scandalo: “Non c’è più religione, stiamo bruciando la vita, l’apocalisse è alle porte”.
- Team Razionali: “Sono mini, sono sempre esistite, calmatevi e bevete una camomilla”.
- Team Complottisti: “Sono dell’anno scorso. O del 2014. O cinesi”.
C’è chi giura di averle viste a Cortona, Castiglioni, Pieve al Toppo, Bibbiena, Poppi, Montevarchi, e probabilmente anche sulla ISS. ( Stazione Spaziale Internazionale ) Qualcuno sostiene che fossero lì già prima della Befana, altri le hanno infilate direttamente nella calza, creando il primo caso documentato di Pasqua Befanata.
Nel frattempo i commenti diventano poesia pura:
- “Abbiamo saltato Carnevale, San Valentino e Sanremo.”
- “Tra poco vendono i costumi da bagno accanto alle colombe.”
- “Io mangio il panettone ad agosto, fatevi una vita.”
Morale della favola?
Le feste non esistono più, il calendario è un’opinione e l’unica vera sorpresa dell’uovo è scoprire quanto siamo nervosi davanti a uno scaffale.
Intanto, qualcuno giura di aver visto le frappe di Carnevale, le colombe e un panettone a Ferragosto che osservava tutti in silenzio.
Rideva.


