Guida pratica per lavorare poco, viaggiare abbastanza e lamentarsi comunque
Altro che agenda: il Calendario 2026 pare scritto da uno che odia lavorare e ama i weekend lunghi. Dopo un 2025 bastardo come una multa sul parabrezza, quest’anno i santi (in tutti i sensi) tornano a darci una mano.
L’obiettivo è chiaro: fare il meno possibile, col massimo rendimento vacanziero.
Segnatevi le date col pennarello rosso, quello bello spesso, che poi “oh, non lo sapevo” non regge più.
Gennaio: partiti subito col piede in ferie
L’anno è cominciato già col botto: Capodanno di giovedì. Tradotto: chi ha fatto il furbo s’è preso il venerdì e ha iniziato il 2026 senza sapere che giorno fosse.
E poi l’Epifania, che tutte le feste porta via ma il ponte te lo lascia se sei sveglio. Martedì 6 gennaio: basta chiedere ferie il lunedì 5 e voilà, quattro giorni di nulla cosmico.
Chi non l’ha fatto? Gli stessi che poi dicono “eh ma io lavoro”.
Febbraio: carnevale, coriandoli e scuse
Il Martedì Grasso (17 febbraio) non è festa, ma è sempre una scusa buona per vestirsi da scemo. Tanto non serve il calendario, quello viene naturale.
Primavera: qui si gioca il campionato
Aprile e maggio sono il Superenalotto dei ponti.
- Pasqua e Pasquetta: 5 e 6 aprile. Tradizione rispettata: mangiare troppo e dire “da lunedì dieta”.
- 25 aprile di sabato: rosicare è obbligatorio, ma almeno si scappa fuori porta.
- 1° maggio di venerdì: questo è porno puro.
Con quattro giorni di ferie ti fai nove giorni a non fare una sega, partendo dal 25 aprile.
Il capo piange, tu prenoti.
Giugno e agosto: caldo, ferie e scottature
- 2 giugno di martedì: il ponte è praticamente imposto dalla Costituzione. Un lunedì di ferie e ti senti già in vacanza.
- Ferragosto di sabato: nessun miracolo, ma almeno sai che quel weekend non lavori manco morto.
Autunno: torna San Francesco (e non è uno scherzo)
Clamoroso: San Francesco d’Assisi torna festa nazionale.
Nel 2026 cade di domenica, quindi niente giorno libero, ma vuoi mettere? Un santo vero, mica quei meeting aziendali motivazionali.
Finale d’anno: botti, brindisi e ferie strategiche
- Ognissanti: domenica, amen.
- Immacolata (8 dicembre) di martedì: prendi il lunedì e ti fai quattro giorni tra mercatini, sci o divano.
- Natale di venerdì: tre giorni filati a mangiare come se non ci fosse un domani.
- Capodanno 2027? Ancora venerdì.
Il 2026 se ne va facendo un favore.
Conclusione
Il Calendario 2026 non è perfetto, ma ci vuole bene.
Sta a te decidere se usarlo per viaggiare, riposare o semplicemente lamentarti con più criterio.
Perché lavorare si deve…
ma riposare è un’arte









