Ancora un furto, ancora una ferita aperta. La Manifattura del Casentino, a Soci, è stata presa di mira per la seconda volta. La fabbrica, chiusa dallo scorso ottobre e ormai al buio e senza difese, è stata nuovamente violata durante la notte: i ladri hanno portato via fasci di cavi di rame e danneggiato ulteriormente i macchinari.
Un nuovo furto colpisce duramente la Manifattura del Casentino, già in ginocchio per la crisi. I titolari parlano di una situazione ormai al limite: “Non ci resta che dormire in fabbrica, è l’ultima carta che abbiamo: ce la stanno portando via a pezzi”.
I ladri sono entrati senza difficoltà dal cancello principale, portando via soprattutto rame, rendendo di fatto impossibile anche una futura riattivazione degli impianti. Senza risorse per sistemi di sicurezza adeguati, l’azienda resta esposta a nuovi assalti.
Forte l’amarezza anche tra soci e dipendenti. Andrea Fastoni, socio e lavoratore storico, racconta lo sfinimento di chi sta cercando di salvare un pezzo di storia del territorio: “Siamo stremati, abbiamo fatto tutto il possibile. Chiediamo alla Regione di fare presto”.
Intanto le indagini proseguono, ma ogni nuovo furto pesa come un colpo alla già fragile speranza di rilancio.



