È comparsa in città una nuova pubblicità che ha fatto più rumore di una lucidatrice in corto circuito:
“AUTOULVAGGO A MANO – L’EGIZIANO”, con lavaggo completo a 10 euro, tappezzeria a 40 e orario continnato (con tre zeta due enne, per sicurezza).
Un capolavoro di grafica, brillantini ed errori, degno di un museo della satira.
Il popolo aretino si divide: c’è chi ride, chi corregge col pennarello, e chi ci porta davvero la macchina.
«Noi lavare bene, anche refusi!» — spiega con orgoglio il titolare, panno in mano e sorriso da spot.
«Cliente contento, macchina pulita, grammatica… opzionale!»
E bisogna ammetterlo: tra un “ulvaggo”, una “continnata” e una zeta in più, le macchine escono che sembrano nuove.
L’italiano no, ma d’altra parte mica serve per togliere il fango dal paraurti.
Morale della storia:
Il manifesto sarà pieno di refusi…
ma l’autolavaggio è sempre pieno di clienti!
A dimostrazione che, alla fine, la pubblicità può funzionare anche se la grammatica si è fatta una vacanza in Egitto.


